Concordia. Giannini vs Schettino: “Doveva restare, responsabilità sua”

Pubblicato il 17 Gennaio 2012 13:20 | Ultimo aggiornamento: 17 Gennaio 2012 13:30

La Costa Concordia (Lapresse)

ISOLA DEL GIGLIO (GROSSETO) – Il comandante Eugenio Giannini era terzo ufficiale sull’Andrea Doria la notte del 25 luglio 1956, quando l’ammiraglia italiana venne speronata dalla Stockholm. Dall’alto della sua esperienza critica il comportamento del comandante della Costa Concordia, Francesco Schettino, che ha abbandonato equipaggio e passeggeri.

Per Giannini, Schettino doveva restare a bordo: “Non c’è giustificazione che tenga, a meno che non sia ferito, in quel caso gli subentra il comandante in seconda”. “Ma che figura è il comandante se non quella di un uomo che si assume le sue responsabilità? Questa non è retorica, è la legge del mare”, ribadisce.

L’inchiesta chiama in causa anche il primo ufficiale di plancia, Ciro Ambrosio, ma spiega Giannini: “Perché? Se il comandante era in plancia la responsabilità è esclusivamente sua. Non ci possono essere corresponsabili. Il comandante non assume il comando, ce l’ha. Lui è un gradino sotto Dio sulla sua nave”.