Franco Bechis: “Aggredito da un gabbiano, ho il piede fratturato. Può succedere solo sulle Ande… o a Roma”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 Marzo 2021 9:20 | Ultimo aggiornamento: 20 Marzo 2021 10:53
Franco Bechis: "Aggredito da un gabbiano, ho il piede fratturato. Può succedere solo sulle Ande... o a Roma"

Franco Bechis: “Aggredito da un gabbiano, ho il piede fratturato. Può succedere solo sulle Ande… o a Roma”

“Aggredito da una specie di condor, eccomi ko con il piede fratturato”.  Franco Bechis, direttore del quotidiano romano Il Tempo, è stato aggredito da un gabbiano: “Può succedere in due soli posti al mondo: sulla cima delle Ande o nel centro di Roma. Ed è qui che è successo proprio a me”.

Racconta Bechis: “Alla mezzanotte fra giovedì 18 e venerdì 19 marzo mentre uscivo dalla redazione de ‘Il Tempo’ si è levato in volo quello che nella notte sembrava un condor, con la sua apertura alare gigante.

Invece atterrato al mio fianco ho capito che era un gabbiano speciale, di quelli enormi che ormai hanno nidificato nel centro di Roma. Una famiglia appunto ha preso residenza sopra palazzo Wedekind, sede del quotidiano di cui sono direttore”.

Franco Bechis e il gabbiano: “Ecco cosa mi è successo”

Prosegue la narrazione del direttore del ‘Tempo’: “Il bianco clone del condor, che di solito sbarca il lunario planando sulla testa di turisti atterriti a cui porta via dalle mani con rapidità il cono gelato o il pezzo di pizza che sbocconcellano, da quando è scattato il lockdown ha visto sparire dal suo radar i gustosi obiettivi, e quindi si arrangia come può puntando qualcosa o qualcun altro di passaggio. È periodo in cui i piccioni con saggezza girano alla larga da queste parti, ben sapendo il rischio di finire nel pasto del condor”.

Riferisce ancora Bechis: “Il supergabbiano mi si è avvicinato mentre cercavo di guadagnarmi l’uscita da piazza Colonna, che da tempo è stata sottratta come piazza Montecitorio ai romani, chiudendo ogni accesso con transenne e posti di polizia. Ma io lì dentro devo lavorare, e ovviamente a mezzanotte anche uscirne. Il condor invece non era della stessa idea, e ha cominciato a inseguirmi per sbarrarmi la strada nonostante avessi accelerato il passo. Lui aveva preso di mira il trolley che mi tiravo dietro e a un certo punto è partito all’attacco beccando”.

Ecco allora che “per sfuggirgli ho aperto le transenne cercando di chiuderle immediatamente per lasciarlo a becco asciutto. Ma il piede è restato incastrato in una buchetta di sanpietrini, e… che dolore! Radiografia e frattura della base del quinto metacarpo. Certo che essere messo ko da un condor a Roma… dovevo girare le immagini, sarebbe stata gran scenetta comica…”, conclude il direttore Franco Bechis.