Franco Gabrielli: “No ad esercito: controllo delle città spetta solo alla polizia”

di redazione Blitz
Pubblicato il 8 dicembre 2016 18:12 | Ultimo aggiornamento: 8 dicembre 2016 18:12
Franco Gabrielli: "No ad esercito: controllo delle città spetta solo alla polizia"

Franco Gabrielli: “No ad esercito: controllo delle città spetta solo alla polizia” (Foto Ansa)

ROMA – Il capo della Polizia, Franco Gabrielli, dice no ai militari nelle strade per l’operazione “Strade sicure”: il controllo del territorio nelle città spetta alle sole forze dell’ordine, ha detto chiaramente l’ex numero uno della Protezione Civile, facendosi portavoce di un malcontento diffuso tra gli agenti per la ‘convivenza forzata’ con i colleghi delle forze armate.

Per Gabrielli, intervenuto ad un convegno del Silp Cgilm sul tema dell’utilizzo dei militari per il contrasto al crimine “bisogna uscire da un equivoco: noi li ringraziamo per il loro contributo, ma un conto è il presidio di alcune zone, un altro è il controllo del territorio che può essere attribuito solo alle forze di polizia”.

“Su questo – ha sottolineato il capo della Polizia – dovremo porre una pregiudiziale al governo che verrà, anche trovando forze nuove. Invece di spendere milioni e milioni di euro per i militari potremmo recuperare l‘esperienza degli ausiliari, formandoli e affrontando il tema attuale di avere forze fresche e giovani che diano il cambio a colleghi che hanno tirato la carretta a lungo”.

L’attacco del prefetto a Strade Sicure, operazione nata nel 2008 e per la quale nel 2016 sono stati stanziati ben 83 milioni di euro, arriva con un governo dimissionario, i cui ministri direttamente coinvolti, Angelino Alfano e Roberta Pinotti, hanno invece più volte ‘sponsorizzato’ l’impiego dei militari nelle città. Da ultimo poche settimane fa, rispondendo positivamente alla richiesta di rinforzi avanzata dal sindaco di Milano, Giuseppe Sala.

Attualmente sono 7.050 i militari impegnati “per specifiche ed eccezionali esigenze di prevenzione della criminalità, in aree metropolitane o densamente popolate”. Il personale delle forze armate è posto a disposizione dei prefetti, che lo impiega per servizi di vigilanza ad obiettivi sensibili, nonché in perlustrazione e pattuglia con le forze di polizia.

E sono proprio i servizi di pattuglia congiunti a suscitare le maggiori perplessità. I militari, infatti, non hanno poteri di pubblica sicurezza e polizia giudiziaria e devono sempre essere accompagnati da poliziotti o carabinieri, i soli che possono fermare persone e chiedere documenti.

Ad aumentare l’insoddisfazione degli agenti è poi il fatto che i militari che partecipano a Strade Sicure hanno un trattamento economico superiore, determinato da un’indennità di 26 euro al giorno. E dunque un plauso a Gabrielli arriva dai sindacati di polizia. Per Daniele Tissone (Silp Cgil) “gli svariati milioni di euro utilizzati per il loro impiego potrebbero essere più utilmente investiti per le assunzioni delle forze dell’ordine”. Sulla stessa linea Enzo Letizia (Associazione nazionale funzionari polizia) che lamenta come “durante questa lunga crisi economica abbia preso vigore una tendenza a militarizzare la sicurezza interna, la cui responsabilità è affidata ad autorità civili sia sotto il profilo politico amministrativo che tecnico”.