Franco Mazzè, pregiudicato ucciso allo Zen a Palermo: è caccia ai sicari

di redazione Blitz
Pubblicato il 29 Marzo 2015 21:54 | Ultimo aggiornamento: 29 Marzo 2015 21:54
Franco Mazzè, pregiudicato ucciso allo Zen a Palermo: è caccia ai sicari

Franco Mazzè, pregiudicato ucciso allo Zen a Palermo: è caccia ai sicari

PALERMO – Una esecuzione in piena regola, forse un regolamento di conti al culmine di una lite. Ruota attorno a queste due ipotesi la soluzione del delitto compiuto domenica mattina nel quartiere popolare Zen di Palermo. La vittima è Franco Mazzè, 46 anni, pregiudicato. E’ stato colpito, mentre si trovava davanti a un panificio, con quattro colpi di pistola, di cui uno lo ha raggiunto alla testa. Inutili i tentativi di rianimarlo dei medici del pronto soccorso di Villa Sofia: le sue condizioni erano disperate e non c’è stato nulla da fare.

A fare la telefonata al 118 era stato un passante che ha riferito di un incidente stradale in via Gino Zappa e di un uomo sull’asfalto in fin di vita. Giunti sul posto i sanitari hanno poi scoperto la verità: quello sull’asfalto non era un pedone investito ma la vittima di un omicidio.

Secondo le prime indagini sembra che proprio domenica mattina l’uomo avesse avuto una discussione animata con alcune persone. Ed è cominciata la caccia ai presunti sicari. L’indagine è coordinata dal pm Geri Ferrara e condotta dalla squadra mobile. La polizia ha anche eseguito delle perquisizioni in alcune abitazioni e ascoltato i medici intervenuti sulla scena del crimine.

Mazzè era già noto alle forze dell’ordine: era stato fermato a febbraio 2013 nell’ambito dell’inchiesta coordinata dalla procura di Palermo sul racket che gestiva l’assegnazione di case popolari nel quartiere. Un’operazione questa che aveva smantellato il sistema di imposizione del pizzo anche agli abitanti delle case occupate abusivamente, costrette a pagare una piccola cifra ogni settimana per l’erogazione di acqua e luce o per evitare che la propria abitazione venisse “ceduta” ad altri.

Mazzè fu assolto dall’accusa di mafia. Era stato anche indagato per rapina, evasione, ricettazione e sequestro di persona. Nel quartiere era molto conosciuto: domenica pomeriggio familiari e amici sono accorsi in massa in ospedale, creando anche momenti di tensione. Al punto che per evitare ulteriori incidenti è stato inviato un reparto antisommossa della polizia.

Il cadavere è stato portato nella camera mortuaria. Gli investigatori stanno adesso cercando di venire a capo del delitto, scoprirne il movente e catturare gli assassini.