Fratello morto con aereo militare: risarcita dopo 38 anni

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 Novembre 2015 11:25 | Ultimo aggiornamento: 12 Novembre 2015 11:25
Fratello morto con aereo militare: risarcita dopo 38 anni

Fratello morto con aereo militare: risarcita dopo 38 anni

PORDENONE – Giancarlo Poddighe era un cadetto della marina che morì nello schianto di un aereo militare dell’Aeronautica nel 1977. L’aereo precipitò sulle pendici del Monte Serra tra Lucca e Pisa e insieme a Giancarlo, 21 anni appena, morirono altri 37 cadetti. Il bilancio dell’incidente aereo fu di 44 vittime, ma la famiglia non riuscì ad ottenere il risarcimento richiesto. Non fino all’11 novembre almeno: la sorella di Giancarlo, Annamaria Poddighe, ha vinto diverse cause e sarà risarcita a 38 anni dall’incidente, ma solo ora che il Tar ha diffidato il ministero.

Mauro F. Grillone sul Gazzettino scrive che l’aereo precipitò durante un volo di “ambientamento” nel pomeriggio del 3 marzo 1977, un volo di ricognizione su cui si trovavano i cadetti del corso Invicti dell’Accademia navale di Livorno, accompagnati da un ufficiale e cinque membri dell’equipaggio:

“Ci sono voluti più di 38 anni perché la sorella di Giancarlo, Annamaria Poddighe, unica rimasta in vita della famiglia, si vedesse riconosciuto il diritto al risarcimento da parte del ministero della Difesa (che aveva “liquidato” parzialmente in passato solo la madre) dei benefici conseguenti al riconoscimento dello “status” di vittima del dovere per il fratello Giancarlo. Il Tar del Fvg ha infatti sancito – con un pronunciamento depositato ieri ( 11 novembre, ndr) – che il ministero della Difesa deve dare attuazione ad una sentenza del Tribunale di Pordenone dell’ottobre dello scorso anno, con la quale si stabiliva a favore della sorella l’erogazione di un risarcimento di 222mila euro e la concessione di un assegno vitalizio di 500 euro mensili, oltre al pagamento delle spese. Se il ministero si rivelerà inadempiente nell’arco di un paio di mesi, il Tar ha stabilito che a provvedere alla liquidazione dovrà essere un commissario ad acta, già nominato “nella persona del direttore della Ragioneria generale dello Stato o suo delegato”.

«Una soddisfazione che non può che essere molto, molto parziale – commenta Annamaria Poddighe, nota tra l’altro anche per essere presidente del Circolo dei sardi di Pordenone – e non solo per il tempo trascorso. Resta l’amarezza di sapere che su quel disastro la verità non si saprà mai e che quei ragazzi non hanno avuto giustizia: l’inchiesta stabilì che ci furono responsabilità, sia sotto il profilo tecnico che umano, ma Marina ed Aeronautica non brillarono certo per trasparenza. È vero che è stato creato un bellissimo sacrario con faro e lapide, che ogni anno l’anniversario della tragedia viene ricordato lì e che ad ogni ragazzo caduto è stato “intitolato” un albero – aggiunge -, ma resta il rammarico per quelle “zone grigie” rimaste nella ricerca della verità». Per questo – ammette Annamaria Poddighe – per ricordare il fratello al sacrario preferisce la tomba di famiglia, a Roraigrande: «È la cappella che mio padre aveva voluto costruire quando successe la tragedia e dove adesso, oltre a lui, riposano anche mia madre e mio fratello»”