Friulani spazzacamini. Il sussidiario che fa arrabbiare il Pdl

di Redazione Blitz
Pubblicato il 30 settembre 2013 16:20 | Ultimo aggiornamento: 30 settembre 2013 16:20
Vini friulani

Vini friulani

ROMA – Friulani “spazzacamini”, produttori di Soave e Pinot  ma soprattutto persone che parlano il diletto furlan. Una serie di luoghi comuni, evidentemente imprecisi, che hanno fatto infuriare il capogruppo Pdl in Consiglio regionale, Alessandro Colautti. Perché la descrizione di cui sopra viene da un sussidiario, il “Giardino dei saperi” utilizzato in diverse scuole del Friuli Venezia Giulia.

Per Colautti  si tratta di una serie di imprecisioni che non possono passare. Prima di tutto quell’etichettare il furlan come dialetto quando,è una lingua a tutti gli effetti. Spiega Colautti al quotidiano Il Gazzettino:

“Forse gli autori del sussidiario non sono a conoscenza delle disposizioni della legge nazionale 482/1999, che riconosce il friulano a tutti gli effetti come lingua storica, al pari di tedesco e sloveno, e per questo tutelata dalla legge”

Ma l’esponente Pdl non gradisce neppure l’elenco di vini. Incompleto.

“Vi sono inesattezze anche sull’agricoltura del Fvg, visto che sono indicati come vini pregiati prodotti il Pinot e il Soave, senza minimamente citare le vere eccellenze vinicole del nostro territorio, come il Friulano, il Sauvignon, il Picolit, il Terrano, il Refosco e il Pignolo”.

Infine lo spazzacamino:

“Ultima chicca: come personaggio tipico della zona viene indicato lo spazzacamino del carnevale friulano, il ‘rolar’, che certamente non è tra i più conosciuti della nostra realtà”.