Frosinone, nessuno ha preso a sassate gli studenti cinesi. Denunciato il prof che l’aveva detto

di Redazione Blitz
Pubblicato il 5 Febbraio 2020 11:14 | Ultimo aggiornamento: 5 Febbraio 2020 11:14
Polizia, Ansa

Frosinone, nessuno ha preso a sassate gli studenti cinesi. Denunciato il prof che l’aveva detto (foto Ansa)

ROMA – Nessuno ha preso a sassate gli studenti cinesi a Frosinone. 

E il professore che aveva dato la notizia nel corso di una conferenza stampa, è stato denunciato per procurato allarme. Il professore non aveva, secondo la Digos che ha indagato sul caso, conoscenza diretta dei fatti ma aveva riferito informazioni raccolte da un’altra professoressa, la quale, a sua volta, l’aveva appresa attraverso un passa parola partito da una chat di studenti cinesi in Italia.

Così sembra che a causa di un errato utilizzo del traduttore Google, il contenuto di tali conversazioni sul web  si sarebbe trasformato in una vera e propria sassaiola contro gli studenti cinesi dell’Assemblea delle belle arti di Frosinone.

“Come avevamo preannunciato – ha dichiarato il sindaco di Frosinone, Nicola Ottaviani – appena la falsa notizia della sassaiola aveva iniziato a circolare questa si è rivelata l’ennesima fake, anzi, meglio in italiano, ‘bufala’, dietro la quale docenti e politici, soprattutto se interpretano il ruolo di classe dirigente, non dovrebbero mai andare, attendendo approfondimenti e accertamenti prima di abbandonarsi alle chiacchiere da bar. Ora che gli inquirenti hanno attivato un procedimento penale per procurato allarme, è opportuno astenersi da ogni ulteriore commento, nel rispetto di quelli che saranno gli sviluppi giudiziari della vicenda”.

“Magari, nelle more di un procedimento destinato a durare tempo – aggiunge Ottaviani- tenuto conto, anche, dell’ultima ‘perla’ legislativa del Governo sulla sospensione della prescrizione nel processo penale – per non perdere tempo e riparare, almeno in parte, i danni di immagine arrecati all’Accademia di Belle Arti, agli studenti italiani, europei e cinesi che la frequentano, oltre che alla immagine della Ciociaria, quei docenti e quei politici incauti che si sono affrettati ad agitare i soliti spettri del razzismo e della xenofobia, diano il buon esempio, iniziando a chiedere scusa per la propria leggerezza, magari rimboccandosi concretamente le maniche per il nostro territorio”.

Fonte: Agi.