Funerali di Fabrizia Di Lorenzo, il vescovo: “Lei migrata perché qui non c’è lavoro”

di redazione Blitz
Pubblicato il 26 dicembre 2016 20:11 | Ultimo aggiornamento: 26 dicembre 2016 20:11
Funerali di Fabrizia Di Lorenzo, il vescovo: "Lei migrata perché qui non c'è lavoro"

Funerali di Fabrizia Di Lorenzo, il vescovo: “Lei migrata perché qui non c’è lavoro” (Foto Ansa)

SULMONA (L’AQUILA) – “Improvvisamente e tragicamente Fabrizia ci ha lasciato, come un angelo che ora spiega le sue ali verso Dio. Una ragazza dai grandi ideali e dai forti valori, Fabrizia ha lasciato questa terra per trovare lavoro, perché purtroppo questa terra non dà lavoro alla sua gente e senza lavoro non c’è dignità”: con queste parole il vescovo di Sulmona (L’Aquila), Angelo Spina, ha aperto l’omelia della messa funebre per la ragazza, “sorella e amica”, vittima dell’attentato di Berlino, esprimendo il dolore dell’intera comunità cittadina e diocesana per la sua tragica scomparsa.

Lo ha fatto davanti al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, arrivato a Sulmona insieme al ministro dell’Interno, Marco Minniti, per rendere tangibile la presenza dello Stato all’ultimo saluto che la città ha dato alla giovane vittima della barbarie terroristica.

Vicino al presidente della Repubblica anche il vicepresidente del Csm, Giovanni Legnini, il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, il presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Di Pangrazio, l’assessore regionale Andrea Gerosolimo, i sindaci dell’Aquila e di Pescara, Massimo Cialente e Marco Alessandrini, i parlamentari Paola Pelino e Stefania Pezzopane, l’europarlamentare Andrea Cozzolino e l’intero consiglio comunale di Sulmona, sindaco in testa.

“L’hai chiamato a te, Signore, come fiore candido, puro e profumato, nel tuo regno di beatitudine infinita, di luce, di amore, di pace”, ha proseguito il vescovo. “Lei è una stella che brilla con una scia luminosa. Con la sua vita tragicamente spezzata, dice a tutta l’umanità che la violenza è una profanazione del nome di Dio, che solo la pace è santa. La compassione e la non violenza indicano la via della vita, contro ogni paura e ogni forma di terrorismo. Il bene trionferà sul male e l’ultima parola non è della morte ma della vita”.

Una folla attonita e commossa, circa tremila persone, dentro e fuori della Cattedrale di San Panfilo, ha partecipato all’ultimo saluto a Fabrizia Di Lorenzo. Il piazzale fin dalle prime ore del mattino è diventato meta di migliaia di sulmonesi ma anche di gente del circondario. Nel piazzale un sommesso applauso ha accolto il presidente Mattarella, applauso salito di intensità all’arrivo della salma di Fabrizia. In un banco anche i compagni di classe della ragazza, quelli che con lei hanno frequentato il Liceo linguistico “Vico”. I genitori ed il fratello si stringono gli uni agli altri. Poi la benedizione finale della salma e la bara che esce lentamente verso il piazzale della Cattedrale.

Prima di uscire dalla chiesa il presidente Mattarella ha voluto abbracciare i genitori della ragazza donandogli parole di conforto e di coraggio dicendogli che lo Stato non li lascerà da soli. “Per noi Fabrizia resta viva, perché nel cuore porteremo sempre il suo ricordo di ragazza semplice ma ricca di forza morale e di ideali, è questo il dono migliore che ci lascia” dicono fuori della chiesa gli amici.