Funghi velenosi, donna morta per intossicazione da amanita falloide

di redazione Blitz
Pubblicato il 18 Ottobre 2019 10:51 | Ultimo aggiornamento: 18 Ottobre 2019 10:51
Funghi velenosi, donna morta per intossicazione da amanita falloide

Nella foto Ansa, un esemplare di Amanita falloide

TERNI – Non ce l’ha fatta Giorgia Raschi, la donna di 74 anni di Bellaria (Rimini), ma residente a Labro (Rieti) ricoverata la settimana scorsa per una intossicazione da amanita falloide contratta dopo aver mangiato dei funghi velenosi raccolti insieme al marito. Anche lui è ricoverato, e le sue condizioni restano gravi. 

Le intossicazioni da funghi sono considerate uno dei pericoli più insidiosi della stagione autunnale, quando molte persone si dedicano alla raccolta di quelli spontanei. Per questo l’Ispettorato micologico della Usl Umbria 1 ricorda a tutti che alcune varietà tossiche o velenose assomigliano a quelle commestibili e possono confondere anche il raccoglitore più esperto, con “gravi rischi” per la salute propria e delle persone con cui si condivide la pietanza. Raccomanda quindi di far controllare tutti i funghi raccolti dagli esperti micologi.

La Usl ha ricordato le regole alle quali attenersi per la raccolta di funghi. Questi devono essere raccolti interi in ogni loro parte, non vanno tagliati con il coltello, ma staccati con una lieve torsione con le mani. Vanno raccolti soltanto esemplari integri, non ammuffiti o invasi da vermi. E’ assolutamente vietata la raccolta di esemplari del genere “Amanita” allo stadio di ovolo chiuso. I funghi vanno messi in contenitori rigidi ed areati e realizzati con fibre naturali intrecciate; è vietato in ogni caso l’uso di contenitori di plastica. Ogni persona non può raccogliere più di tre chilogrammi di funghi al giorno. La raccolta non va fatta in zone sospette di inquinamento.

Vanno portati al controllo micologico tutti i funghi correttamente conservati e non ammassati. Mai affidarsi a metodi empirici (aglio, monete d’argento, rosicchiatura di animali, assaggio del gatto), privi di qualsiasi validità e sicurezza. In caso di presunta intossicazione, ricorda ancora la Usl 1, è necessario rivolgersi immediatamente al proprio medico o, nelle situazioni più gravi, direttamente al pronto soccorso portando gli avanzi del pasto e dei funghi consumati, insieme ai residui della pulitura dei funghi (che dovrebbero essere conservati sino al giorno dopo). In ogni caso, non vanno tentate terapie autonomamente e non va ingerito nulla (latte, alcolici). (Fonte: Ansa)