Furti e rapine: boom al Centro-Nord. La mappa e i numeri del crimine in Italia

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 Giugno 2014 15:37 | Ultimo aggiornamento: 6 Marzo 2015 11:27
Furti e rapine: boom al Centro-Nord. La mappa del crimine in Italia

Furti e rapine: boom al Centro-Nord. La mappa del crimine in Italia

ROMA – La crisi raddoppia i furti e le rapine, in particolare nelle zone più ricche d’Italia: la mappa del crimine ci dice che i reati aumentano di più al Centro-Nord. Vladimiro Polchi su Repubblica sintetizza uno studio sulla criminalità e la sicurezza in Italia condotto dal professor Marzio Barbagli dell’Università di Bologna.

Dal quale emerge che, dal 2009 al 2013
al Centro Nord: +48% di borseggi, +69% di furti in casa, +90% di rapine in casa, +75% di rapine in strada
al Sud: +20% di borseggi, +55% di furti in casa, +66% di rapine in casa, -12% di rapine in strada

Nel Trentino-Alto Adige i furti in casa arrivano a +132%. I borseggi sono aumentati del 110% nel Lazio.

In totale in Italia i furti sono cresciuti del 17% (1.318.076 furti nel 2009, 1.547.769 nel 2013)
I borseggi sono aumentati del 43%, i furti in casa dell’86%.
Le rapine sono cresciute del 28% (erano 35.822 nel 2009, 43.510 nel 2013)
Nel dettaglio, +15% le rapine alle poste e ai negozi, +31% le rapine in strada, +83% le rapine in casa. Meno 67% le rapine in banca (941 in tutto il 2013, nel 1999 erano state 2.900).

La dinamica delle rapine si spiega con il “rapporto costi-benefici”, visto che una rapina in banca su quattro fallisce, mentre negozi e supermercati sono obiettivi più “facili”:

“La redditività varia molto: si va da un bottino medio (nel 2013) di 250 euro in strada, ai 3mila euro per le rapine alla grande distribuzione; dai 6mila euro sottratti alle tabaccherie fino ai 23mila euro per i colpi alle poste e ai 24mila alle banche. Quanto ai rischi, nell’ultimo anno è fallita una rapina su quattro agli sportelli bancari (il 25 per cento). Simili le performance agli uffici postali (24 per cento di flop). È andata meglio solo contro la grande distribuzione (16 per cento i fallimenti) e i tabaccai (solo il 2 per cento si dà alla fuga senza un euro in tasca). Insomma, le rapine in banca rendono oggi la metà di quanto rendevano nel 1990 (44mila euro contro i 24mila attuali). Non solo. I colpi falliscono sempre più spesso: solo il 6 per cento nel ‘90, ben il 25 per cento oggi. Investendo in sistemi più avanzati di sicurezza, le banche hanno infatti reso sempre più difficile e rischioso compiere una rapina ai loro sportelli. Il risultato? Molti rapinatori hanno visto bene di spostare la loro attività: dalle banche agli esercizi commerciali, abitazioni e strade cittadine. Certo, c’è ancora chi tenta il colpo grosso, ma sono pochi e ben organizzati: l’anno scorso 105 tir pesanti carichi di merce sono stati rapinati e 15 furgoni portavalori sono stati presi d’assalto. Un lavoro riservato a bande iper-specializzate”.

Ma il dato che colpisce è l’inversione dei luoghi comuni che vedono un Sud più povero e colpito dalla criminalità e un Nord più ricco e meno a rischio. La crisi ha creato più disoccupazione al Sud, ma ha anche allargato al Centro-Nord la forbice di reddito fra i più poveri, in particolare immigrati, e i più ricchi. Questo, secondo Barbagli, ha provocato un aumento più marcato dei reati da Roma in su. Polchi:

“Dal 2009 a oggi, la frequenza dei borseggi è cresciuta soprattutto in Lazio, Trentino-Alto Adige, Veneto, Emilia e Toscana. Quella dei furti in abitazione in Trentino, Veneto, Emilia e Toscana. Il numero delle rapine in casa è salito specialmente in Piemonte, Liguria, Friuli, Lombardia, Emilia e Toscana. Quello delle rapine in pubblica via in Toscana, Trentino, Friuli, Emilia, Lazio e Lombardia. Come si spiega? Per lo più con il ruolo degli stranieri che delinquono: «Questa sorprendente tendenza — si legge infatti nella ricerca — è dovuta al ruolo che alcuni strati della popolazione immigrata, seriamente colpita dalla crisi economica, hanno avuto per questi reati; alla crescita negli ultimi anni della percentuale degli stranieri sulle persone denunciate per furti e rapine e al fatto che questa popolazione vive più frequentemente nelle regioni centro-settentrionali ». Qualche numero: gli stranieri sono il 63 per cento del totale delle persone denunciate per borseggi, il 54 per cento per furti in casa, il 47 per le rapine in abitazione e la metà per le rapine in strada. Nelle banche invece solo sei rapinatori su cento parlano straniero”.