G8 Genova. Nuovo processo a ex questore Colucci. Ma prescrizione tra 5 giorni

di Redazione Blitz
Pubblicato il 6 novembre 2014 23:23 | Ultimo aggiornamento: 6 novembre 2014 23:23
G8 Genova. Nuovo processo a ex questore Colucci. Ma prescrizione tra 5 giorni

G8 Genova. Nuovo processo a ex questore Colucci. Ma prescrizione tra 5 giorni

ROMA- E’ finito con una richiesta di nuovo processo che equivale a una prescrizione, uno degli ultimi ‘filoni’ ancora aperti dei vari processi nati a seguito del G8 di Genova del 2001. La Cassazione ha infatti annullato con rinvio la condanna a 2 anni e 8 mesi di reclusione per Francesco Colucci, ex questore di Genova durante quei giorni caldi, disponendo a suo carico un nuovo processo anche se la prescrizione matura l’11 novembre.

Secondo l’accusa, Colucci – che ora è in pensione – avrebbe ritrattato il suo resoconto sulla sanguinosa irruzione della polizia alla scuola Diaz per alleggerire la posizione dell’ex capo della polizia Gianni De Gennaro e del capo della Digos genovese Spartaco Mortola. Questi ultimi due, nell’ambito di questa vicenda, sono stati assolti dalla Cassazione. I Supremi giudici, però, con il verdetto arrivato nella serta di giovedì 6 novembre , nonostante l’imponente ricorso della difesa di Colucci, non hanno pronunciato l’assoluzione ma si sono ‘limitati’ a disporre la riapertura del dibattimento.

Probabilmente hanno appurato che vi fu “grave violazione del contraddittorio”, come sottolineato dalla stessa procura della Suprema corte. Bisognerà aspettare circa un mese per leggere le motivazioni di questa decisione.

“Mi rendo conto che la prescrizione matura tra quattro giorni ma di fronte a prescrizioni e assoluzioni ben più rilevanti, l’annullamento con rinvio della condanna per Colucci non è una scelta così scandalosa”, ha detto il pg della Cassazione Enrico Delehaye nella sua requisitoria davanti ai giudici della Sesta sezione penale. È assolutamente assurdo – ha sottolineato il Pg – che De Gennaro e Mortola siano stati giudicati prima e separatamente dal Colucci: ossia che il mandante e il killer siano giudicati in momenti separati non ditemi che è un modo brillante di affrontare i processi”.

Ad avviso del pg “è evidente che Colucci abbia ammorbidito la sua precedente dichiarazione ma nonostante questo non posso non rilevare che la Corte d’appello ha acquisito le prove contro l’imputato in maniera assolutamente irrituale, violando il principio del contraddittorio, che è uno dei pochi principi che ci rimangono, e dal quale non si può abdicare”. Delehaye nella sua concisa ma appassionata requisitoria ha avuto parole amare anche sul fatto che il reato di tortura non sia stato ancora inserito, dal parlamento, nel codice penale. “Sono convinto – ha detto il Pg – che tutta la vicenda del G8 di Genova sia stata una vergogna nazionale, degna di Paesi come il Burkina Faso o gli Stati sudamericani durante le dittature, innanzitutto perché non siamo stati capaci di elaborare una norma sulla tortura in grado di dare una sanzione per tutto quello che è successo”.

Tornando a parlare dell’ex questore ora a riposo, il Pg ha ricordato che “Colucci all’epoca del G8 era il questore della città e avrebbe dovuto essere considerato il massimo responsabile dell’ordine pubblico ma non lo è stato perché venne completamente esautorato da persone che poi, vista la gravità di quello che era successo alla Diaz, si sono tirate indietro dopo essersi serviti di Sgalla per far passare il messaggio che la polizia era stata molto brava durante una operazione di tumulto”. Roberto Sgalla, come è stato ricordato durante l’udienza in Cassazione, era il portavoce della polizia alle dirette dipendenze di De Gennaro..