Gabicce, reddito di cittadinanza toglie bagnini. Appello del sindaco

di Alberto Francavilla
Pubblicato il 8 giugno 2019 19:48 | Ultimo aggiornamento: 8 giugno 2019 19:48
Gabicce Mare, reddito di cittadinanza toglie bagnini. Appello del sindaco

Gabicce, reddito di cittadinanza toglie bagnini. Appello del sindaco (foto d’archivio Ansa)

ROMA – Con il reddito di cittadinanza si fa fatica a trovare bagnini. Lavoratori stagionali per eccellenza che oggi possono ricevere i soldi senza spezzarsi la schiena a furia di portare lettini e ombrelloni sotto il solleone. La carestia di bagnini è stata denunciata dal sindaco di Gabicce, località balneare della riviera romagnola. Appello subito rilanciato da Renzi per deridere la misura fortemente voluta da M5s. Appello rimandato al mittente dal Movimento, per il quale i bagnini sono il simbolo della precarietà e quindi va bene così.

Renzi commenta il caso Gabicce.

“Al mare faticano a trovare addetti per fare la stagione, dice il sindaco di Gabicce. Molti preferiscono il Reddito di Cittadinanza al lavoro in riviera: prima sono spariti i navigator, adesso i bagnini. Una misura sbagliata economicamente ma soprattutto diseducativa. Che autogol!”. Così l’ex premier Renzi su Twitter commenta l’appello del sindaco di Gabicce Domenico Pascuzzi dalle pagine del Resto Del Carlino parlando di emergenza.

L’appello del sindaco di Gabicce.

“Molti giovani del sud che l’anno scorso avevano lavorato nei nostri alberghi – scrive il sindaco – quest’anno hanno risposto di non tornare a Gabicce perché stavano percependo il reddito di cittadinanza. E se accettassero di tornare perderebbero l’assegno da oltre 700 euro che a loro basta per vivere”.

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La risposta di M5s al sindaco di Gabicce.

Questa la risposta dei 5 Stelle sul blog: “Spiace dover tornare all’abc della grammatica politica, ma forse il sindaco Pascuzzi ignora che i lavori stagionali sono da decenni la giungla di precarietà con cui i nostri giovani hanno conosciuto il mondo del lavoro. Orari disumani, stipendi da fame, nessuna sicurezza, nessuna garanzia o tutela contrattuale: è lo spaccato del lavoro nero in Italia, di quella piaga che scorre senza freni in ogni angolo del Paese. Un fenomeno a cui il governo, su iniziativa del M5s, ha dato un colpo decisivo grazie al Decreto Dignità, primo provvedimento di un cambiamento che ha detto chiaramente basta sfruttamento, basta precarietà”.

“Per la prima volta in Italia c’è un sistema di welfare universale che dà una mano a chi ne ha bisogno, chiedendo in cambio un impegno a riqualificarsi e a rimettersi in gioco? Da quanto tempo l’Italia aveva bisogno di una vera riforma delle politiche attive del lavoro, grazie ad un sistema in grado di far incontrare domanda e offerta di lavoro e di avviare chi ne ha bisogno verso un vero percorso di formazione? Ripetiamolo, non fa mai male e non ci stancheremo di dirlo: noi sosteniamo chi è stato ridotto alla fame dai precedenti governi, ma al tempo stesso operiamo per il suo reinserimento nel mercato del lavoro”. (Fonti Ansa, Resto del Carlino, Blog delle Stelle).