Biella, imprenditore ucciso a colpi di pistola in casa: è giallo

Pubblicato il 16 Gennaio 2013 20:51 | Ultimo aggiornamento: 16 Gennaio 2013 20:56
Biella, imprenditore ucciso a colpi di pistola in casa: è giallo

Biella, imprenditore ucciso a colpi di pistola in casa: è giallo

BIELLA – Cinque bossoli davanti alla sua abitazione e una pistola che non si trova. E’ avvolta nel mistero la morte di Gabriele Cavallin, 48 anni, ucciso nella sua abitazione di Vallanzengo, in provincia di Biella, con un colpo alla testa. Piccolo imprenditore edile, con uno studio da geometra a Vercelli, da un paio d’anni si era separato dalla moglie da cui aveva avuto due figli, di 12 e 14 anni, ed era tornato a vivere nel Biellese, vicino ai genitori anziani. A trovare il cadavere e a dare l’allarme martedì è stato un vicino di casa, Elio Pizzoglio, a cui la madre della vittima si era rivolta perché il figlio non era passato a salutarla, come faceva sempre prima di recarsi al lavoro.

Il vicino, guardando verso l’abitazione, ha notato una porta-finestra in frantumi e, all’interno, il corpo accasciato del geometra. Preoccupato, si è rivolto a Carlo Zarino, medico di turno nell’ambulatorio a pochi passi dall’abitazione. Una volta sul posto, però, il dottore si è accorto che non si trattava di un malore e ha chiamato i carabineri. La morte dell’uomo dovrebbe risalire ad alcune ore prima, forse alla notte tra domenica e lunedì. Un’ipotesi formulata dai militari dell’Arma, che conducono le indagini coordinati dalla procura di Biella, sulla base della testimonianze raccolte dai vicini di casa. Alcuni raccontano infatti di aver sentito dei colpi, probabilmente quelli dell’arma da fuoco utilizzata, e di averli scambiati per petardi.

L’inchiesta è avvolta nel più stretto riserbo. Al momento si sa soltanto che in un primo momento si era pensato ad un suicidio e che, dopo essersi resi conto che vicino al cadavere non c’era la pistola, gli investigatori hanno capito che si trattava di omicidio. Cavallin, dicono in paese, era una ”persona per bene” e la sua morte ha destato stupore nella piccola frazione di Trabbia dove era tornato a vivere dopo la separazione. Difficile dunque per gli inquirenti stabilire il movente del suo omicidio. Secondo quanto si apprende, l’imprenditore non sembrava avere particolari problemi economici né di lavoro. Si scava quindi nella vita dell’uomo, alla ricerca di una traccia che possa dare una spiegazione alla sua morte e possa risolvere così una vicenda che ha tutti i contorni del giallo.