Gaetano Marchese, direttore 118, fa volare l’elisoccorso. Nicole no

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 febbraio 2015 10:50 | Ultimo aggiornamento: 17 febbraio 2015 10:51
Gaetano Marchese, direttore 118, fa volare l'elisoccorso. Nicole no

Gaetano Marchese, direttore 118, fa volare l’elisoccorso. Nicole no

CATANIA – Un elicottero che vola da Palermo ad Alghero per andare a prendere il direttore del 118 che si era sentito male in Sardegna. E un altro elicottero, quello che non si è alzato per portare una neonata in crisi respiratoria in un ospedale che la curasse e possibilmente le evitasse la morte. Gaetano e Nicole, versanti opposti di una sanità che sa essere efficiente e puntuale o disastrosamente inadeguata.

Gaetano Marchese, 60 anni, è il direttore del 118 di Palermo. Il 15 gennaio scorso si trova in vacanza sulla riviera del Corallo, sulle coste sarde. Si sente male, teme un infarto, e alle 23 di sera viene chiamata un’ambulanza. A mezzanotte e mezza fa il suo ingresso all’ospedale di Alghero, dopo essere stato prelevato da un’ambulanza attrezzata per questo tipo di emergenze. Alle 3,45 di notte la diagnosi: aneurisma dissecante dell’aorta. A quel punto Marchese rifiuta il ricovero in strutture specializzate in cardiochirurgia a Cagliari o Sassari e fa arrivare un’eliambulanza da Palermo per essere portato proprio a Palermo, dove ritiene di avere le cure migliori. Lui si difende: tutto regolare.

“I voli extraregionali sono autorizzati direttamente dal direttore di centrale o tramite l’assessorato regionale in particolar modo quelli con destinazione Ismett – si difende Marchese -. Ho chiesto l’intervento perché avevo subito compreso che il mio caso era stato sottovalutato dall’equipe di Alghero. Ogni ora che trascorrevo lì rischiavo di morire. Nessun abuso è stato compiuto”.

Dalla Sardegna replicano che Marchese ha avuto un soccorso tempestivo e che le cure prospettategli sarebbero state adeguate ed efficaci, intanto l’assessore siciliano alla Salute indaga.

E poi c’è Nicole Di Pietro, la neonata nata in una clinica di Catania e morta 3 ore dopo perché nessun ospedale in città l’ha potuta accogliere per mancanza di posti letto. Bisognava andare fuori, magari a Messina, vicina. E invece viene scelta la più lontana Ragusa, semplicemente perché fa parte dello stesso distretto sanitario di Catania. A Ragusa Nicole arriva morta, dopo un lungo tragitto in ambulanza. Un elicottero del 118 non si è alzato per lei: a Catania l’appalto per l’elisoccorso copre solo le ore dall’alba al tramonto. E Nicole ha avuto la sventura di nascere di notte.