Gaia Molinari uccisa in Brasile: “Colpita con una pietra e strangolata”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 27 Dicembre 2014 8:18 | Ultimo aggiornamento: 27 Dicembre 2014 8:18
Gaia Molinari uccisa in Brasile: "Colpita con una pietra e strangolata"

Gaia Molinari (Foto da Facebook)

PIACENZA – Colpita con una pietra al volto e strangolata: è morta così Gaia Molinari, piacentina di 29 anni, appassionata di viaggi e volontariato, in Brasile da alcune settimane proprio per insegnare inglese ai bambini. Un uomo è già stato fermato per il suo omicidio. 

Il corpo di Gaia è stato ritrovato il giorno di Natale da alcuni turisti tra le sterpaglie in un’area naturale di conservazione dell’ambiente chiuso alle auto a Jijoca Jerocoacoara, quasi 300 km da Fortaleza, dove si era recata per alcuni giorni di vacanza con un’amica brasiliana.

Secondo il sito brasiliano ‘O Globo’, l’esito dell’autopsia parla di asfissia da strangolamento. I media locali scrivono che sul corpo di Gaia ci sono diverse ferite alla testa e alle braccia: ”Aveva dei lividi ai polsi come se fosse stata legata”.

La ragazza brasiliana che viaggiava con Gaia e si trovava con lei è stata interrogata dalla polizia per chiarire le circostanze della morte.

La giovane donna, Miriam Franca, di Rio de Janeiro, ha accompagnato Gaia da Fortaleza e Jericoacoara ed è stata identificata dalla reception dell’ostello di Fortaleza dove erano ospitate. Agli inquirenti ha riferito che l’italiana era arrivata il 21 e doveva ripartire il 24 dicembre dalla località in cui è stata uccisa, ma aveva prolungato di un giorno la vacanza. Quando è stata trovata morta, la piacentina indossava un bikini e aveva uno zaino.

Gaia Molinari, originaria della Val d’Arda, da tempo viveva e lavorava all’estero. Sulla sua pagina facebook, dove aveva più di un migliaio di amici e dove scriveva di risiedere a Parigi, compaiono sue foto in Brasile, e sono diversi i ‘Mi piace’ ad associazioni no profit e non governative del Paese sudamericano.

Amava viaggiare, fare volontariato, parlava varie lingue, aveva conoscenze in diversi Paesi e possedeva ”un’energia contagiosa”, racconta sulla rete chi la conosce. Sul profilo professionale riferiva delle sue molteplici esperienze realizzate grazie agli studi in ‘business administration’, da Fendi Casa ad Haviland, dalla Maserati all’Albea Beauty Solutions, casa cosmetica per la quale lavorava in Francia dall’ottobre 2013.

La morte violenta della giovane piacentina richiama alla memoria un duplice delitto che toccò, anche in quel caso, l’Emilia-Romagna: vittime furono la ravennate Dalia Saiani e la veronese Giorgia Busato, 30 e 28 anni, l‘8 febbraio 2007 a Sal, arcipelago di Capo Verde. Dalia e Giorgia, una campionessa di windsurf, l’altra titolare di un’agenzia di viaggio, furono uccise per rapina a colpi di pietra e pala, mentre una ravennate di 17 anni che era con loro si salvò fingendosi morta. Due giovani del luogo furono condannati a 25 anni di carcere, pena poi lievemente ridotta in secondo grado.