La galera a casa fino a sei anni di pena

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 Giugno 2013 16:48 | Ultimo aggiornamento: 13 Giugno 2013 16:59
La galera a casa fino a 6 anni di pena

La galera a casa fino a 6 anni di pena

ROMA – Se il decreto svuota carceri sarà approvato entro fine giugno, per le condanne inferiori ai 6 anni, la galera sarà scontata a casa. Non uno sconto di pena, ma la pena vera e propria, ovvero non l’eccezione applicata di volta in volta a discrezione del giudice, ma la regola, per i reati minori si intende e non per quelli ritenuti eccessivamente antisociali, per i quali invece resta l’obbligo di reclusione in carcere. L’emendamento depositato dal sottosegretario alla Giustizia Cosimo Ferri prevede che la  reclusione presso il domicilio del condannato (o altro luogo di pubblico o privato di cura, assistenza e accoglienza) sia una vera e propria pena principale, stabilita dal giudice al momento della sentenza, e non più una misura alternativa qual è oggi considerata.

Il governo ha innalzato questa possibilità per delitti puniti fino a sei anni, mentre l’originario ddl bipartisan di Donatella Ferranti (Pd) ed Enrico Costa (Pdl) prevedeva delitti puniti con la reclusione non superiore nel massimo a quattro anni. L’emendamento del governo, tuttavia, fissa alcuni ‘paletti’: l’esecutivo viene infatti delegato a ”valutare la possibilità di escludere l’applicazione della reclusione presso il domicilio per singoli reati di grave allarme sociale se puniti con pene non inferiori nel massimo a quattro anni”.

Anche i relatori, Ferranti e Costa, hanno presentato una decina di emendamenti, relativi alla ‘messa alla prova‘, ossia  la sospensione del procedimento per reati puniti con non più di quattro anni per consentite all’imputato di accedere a un programma di rieducazione.

Tra le novità, l’estensione della messa alla prova anche ai delitti a citazione diretta a giudizio (art.550 codice di procedura penale). E ancora: la sospensione del processo con messa alla prova dell’imputato non può essere concessa ”più di due volte, né più di una volta se si tratta di un reato della stessa indole”.

Il termine per la presentazione di sub-emendamenti è stato fissato per lunedì prossimo. Da martedì la Commissione Giustizia della Camera comincia a votare. Il mosaico di misure alternative alla detenzione è piuttosto ricco, nei sei articoli di cui sarà composto il decreto si tenta anche di sciogliere l’intreccio tra la ex Cirielli per i recidivi e l’inasprimento delle pene legato al Pacchetto sicurezza 2009 che estendeva il carcere a molti reati. Nuove norme anche sul lavoro esterno dei carcerati: si allargano le ipotesi di lavoro di pubblica utilità. Primo banco di prova sarà l’Expò di Milano al quale collaboreranno un centinaio di detenuti a scarsa pericolosità sociale.