Gallicano nel Lazio, Mariano Cerreti morto: cranio fracassato nella sua casa

di Redazione Blitz
Pubblicato il 27 Novembre 2014 12:29 | Ultimo aggiornamento: 27 Novembre 2014 12:29
Gallicano nel Lazio, Mariano Cerreti morto: cranio fracassato nella sua casa

Gallicano nel Lazio, Mariano Cerreti morto: cranio fracassato nella sua casa

ROMA – Mariano Cerreti, 81 anni, è stato trovato col cranio fracassato la mattina del 26 novembre nella sua casa di Gallicano nel Lazio, in provincia di Roma. Gli investigatori indagano sulla rapina, ma l’unica certezza al momento sarebbe che l’anziano conosceva il suo killer.

A trovare il corpo i due figli dell’uomo, che si occupavano di lui, scrive di Massimo Sbardella sul Messaggero:

“Nella piccola casa, quasi in fondo ad una strada senza uscita e con un solo confinante (che non ha sentito nulla), sono state trovate evidenti tracce di una colluttazione. Nessun segno di effrazione, però, sulla porta e sulle finestre, elemento che lascerebbe pensare che l’uomo potesse conoscere l’assassino. Elementi ancora confusi, all’apparenza, che hanno indotto i carabinieri del Nucleo investigativo di Roma e di Frascati a mantenere il massimo riserbo sulle indagini. A provocare la morte sarebbe stato un colpo secco, molto violento, assestato con un oggetto contundente sulla testa dell’anziano, fracassandogli il cranio”.

Gli investigatori non escludono alcuna ipotesi:

“Al momento nessuna ipotesi viene esclusa, ad iniziare da quella della rapina finita male, con l’uomo che avrebbe dapprima cercato di difendersi per poi soccombere sotto il colpo inferto dall’assassino. Un’eventualità che cozzerebbe però con il fatto che la casa sia piuttosto modesta e, difficilmente appetibile per i ladri. Nel pomeriggio, sul posto, sono giunti anche i vigili del fuoco di Palestrina, per fornire energia elettrica alle celle luminose dei carabinieri e contribuire così alla ricerca dell’arma del delitto. La vittima risiedeva a Palestrina, ha un figlio e una figlia che si alternavano tra la casa prenestina e quella di via Grotte dell’Acqua. Chi lo conosceva dice che era una persona solitaria. Dietro il silenzio degli inquirenti prende corpo l’ipotesi che i carabinieri potrebbero aver imboccato la strada giusta per giungere rapidamente alla risoluzione del caso”.