Gambolò, si cosparge di benzina e si dà fuoco. Antonino Prinzivalli si uccide a 71 anni

di redazione Blitz
Pubblicato il 25 Aprile 2020 21:03 | Ultimo aggiornamento: 25 Aprile 2020 21:03
Gambolò, si cosparge di benzina e si dà fuoco. Antonino Prinzivalli si uccide a 71 anni

Gambolò, si cosparge di benzina e si dà fuoco. Antonino Prinzivalli si uccide a 71 anni (Foto archivio Ansa)

PAVIA – Si è cosparso di benzina e si è dato fuoco. Così Antonino Prinzivalli, pensionato di 71 anni, ha scelto il modo più terribile per togliersi la vita.

La tragedia si è consumata a Gambolò, in provincia di Pavia. Un gesto disperato che sembra legato soprattutto ai problemi di salute di cui l’uomo soffriva da tempo, ma di sicuro le condizioni di prostrazione psicologica conseguenti a quasi due mesi di clausura per l’emergenza coronavirus possono aver contributo ad aggravare la situazione.

L’uomo risiedeva nella frazione di Remondò, in via Santa Margherita 8: un caseggiato in un vicolo a fondo chiuso nel centro dell’abitato.

I soccorritori l’hanno trovato riverso sulla soglia di casa: non è chiaro se abbia messo in atto il suo proposito in quel punto oppure all’interno dell’abitazione o nel cortile per poi cercare disperatamente aiuto uscendo in strada.

In ogni caso per lui non c’è stato nulla da fare: i sanitari dell’ambulanza, dell’automedica e anche di un elicottero inviati sul posto dal 118 hanno potuto solo constatare il decesso.

Sono intervenuti anche i vigili del fuoco di Mortara. Da quanto hanno poi ricostruito i carabinieri, l’anziano si sarebbe procurato la benzina estraendola dal serbatoio di un mezzo a motore.

La moglie, che era in casa, sentendo le urla ha subito dato l’allarme. Le prime indicazioni parlavano di un’esplosione, in seguito si è compreso che era stato un gesto volontario.

L’uomo non ha lasciato messaggi d’addio, ma nei giorni scorsi aveva confusamente riferito alla moglie indicazioni sulle sue ultime volontà.

E’ il terzo suicidio che si registra in poco più di due settimane in Lomellina, dopo quelli avvenuti a Mortara e Vigevano, in entrambi i casi all’interno delle abitazioni, uno per impiccagione e l’altro con un colpo di pistola: un ripetersi di episodi al quale non sembra estranea la depressione causata da questi mesi di quarantena forzata. (Fonte: Ansa)