La gang dei poliziotti-rapinatori a Roma. Tra le vittime una donna incinta

di Redazione Blitz
Pubblicato il 14 gennaio 2014 12:05 | Ultimo aggiornamento: 14 gennaio 2014 12:59
L'articolo di Marco De Risi del Messaggero

L’articolo di Marco De Risi del Messaggero

ROMA – Una gang, una banda di poliziotti rapinatori per più di un anno ha saccheggiato ville ed appartamenti a Roma. Li hanno beccati l’altra notte mentre stavano per compiere l’ennesima rapina, questa volta contro una prostituta tra le strade di Tor Sapienza. “Adesso parleranno ancora dell’Arancia meccanica” sussurrano ora i poliziotti, quelli veri.
Tra le tante vittime della gang anche una donna incinta all’ottavo mese,  a Velletri. Un’altra donna, a Tor Sapienza, raggiunta dai cronisti del Messaggero, ora che l’incubo è finito, si è rifiutata di parlare: “Mi scusi, ma non me la sento di parlare. Sono ancora impaurita”.

Ma chi sono questi poliziotti? L’elenco è del Messaggero: Corrado Martello, in servizio presso il commissariato Aurelio, Roberto Cresci, del commissariato di Frascati, e due poliziotti destituiti, Prisco Laurenti e Sergio Doria, soprannominato il Teschio. Loro, i poliziotti traditori, si spacciavano per finanzieri e rapinavano le ville in diverse zone di Roma. Fra i colpi da attribuire ai poliziotti corrotti vi sarebbero quello a casa di Sergio Zavoli, in una villa a Frascati di due anziani, e, appunto, quello della donna incinta a Velletri.

E’ lui Corrado Martello, scrive il Messaggero, il capobanda, scrive Marco De Risi:

Corrado Martello, classe ’62, aspettava la promozione. Non pensava certo, dopo 26 anni in polizia, di finire in carcere, incastrato in una torbida storia di rapine, minacce e ricatti. Lui, una carriera specchiata, forse da anni aveva messo tutto in gioco. E venerdì sera ha perso. Era con “Teschio”, al secolo Sergio Doria, il cugino acquisito che al Reparto volanti nessuno rimpiange. Di Doria non si ricordano gli encomi ricevuti, quanto piuttosto la propensione all’arroganza e i frequenti abusi su tossici, prostitute e immigrati. Controlli che si trasformavano in furti. Poi le botte e la violenza sugli arrestati. Un’attitudine che lo aveva portato prima sotto processo e poi al licenziamento. Di anni insieme, Martello e Doria, ne avevano trascorsi tanti: colleghi al Reparto volanti. Prima Martello era stato nei Falchi. Per tre anni era andato in giro per Roma in borghese e non c’era mai stato un inciampo. Sembravano diversi, nonostante la parentela, dice adesso qualcuno in Questura.