Gara di nuoto, bimba di 8 anni ultima. Mamma aggredisce istruttori: vi ammazzo

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 Novembre 2013 12:33 | Ultimo aggiornamento: 24 Novembre 2013 12:33
Gara di nuoto, bimba di 8 anni ultima. Mamma aggredisce istruttori: vi ammazzo

Gara di nuoto, bimba di 8 anni ultima. Mamma aggredisce istruttori: vi ammazzo

ROMA – Sua figlia a quella gara di nuoto è arrivata ultima, o quasi. E lei, la mamma, ha subito individuato i colpevoli: l’istruttore e gli organizzatori. Colpevoli di aver fatto fare una brutta figura alla nuotatrice. Gli si è avventata contro: minacce, graffi e insulti, compreso un “vi ammazzo” che non si nega a nessuno. La figlia della signora, la nuotatrice, è una bambina di otto anni. Per la mamma tutto si è concluso con un processo e un’ammenda da 300 euro. 

Tutto successo, come racconta Michaela Allegri sul Messaggero, a Roma:

Ha vissuto la sconfitta della figlia in una gara di nuoto come un vero e proprio affronto: quando ha visto la bambina classificarsi tra le ultime posizioni, è andata su tutte le furie, si è alzata in piedi e dagli spalti del Freetime Sporting Club di Monteverde ha iniziato a gridare come un’ossessa. Gli insulti e le minacce di quella madre ferita nell’orgoglio erano rivolti ai due istruttori che avevano affiancato la bimba, di otto anni, nelle fasi di allenamento e che avevano organizzato la giornata di competizione. A detta della donna, i maestri erano colpevoli di aver fatto fare alla giovane allieva una brutta figura. Finita a processo con l’accusa di ingiurie, ieri la signora è stata condannata a 300 euro di multa.
(…) Quando ha visto la bambina classificarsi tra le ultime posizioni, ha letteralmente perso la testa. A suo dire, la colpa della sconfitta subita dalla figlia era degli insegnanti e degli organizzatori. «Buffoni! Per colpa vostra ha fatto una figura pessima! L’organizzazione delle gare fa schifo…io vi ammazzo!», avrebbe gridato la donna prima di afferrare la bimba per mano e andarsene. Inizialmente, l’imputata era accusata anche di lesioni, per aver graffiato uno degli allenatori lasciandosi trascinare da un impeto di rabbia. Ma il giudice ha deciso di condannarla solo per il reato di ingiuria.