Garlasco, Gup che ha assolto Stasi: “Quadro altamente insufficiente”

Pubblicato il 16 Marzo 2010 14:00 | Ultimo aggiornamento: 16 Marzo 2010 14:44

Alberto Stasi è stato assolto dall’accusa di aver ucciso a Garlasco Chiara Poggi perché il quadro emerso dalle indagini era «insufficiente e contraddittorio». Lo spiega oggi il Gup di Vigevano, Stefano Vitelli, depositando le motivazioni della sentenza che ha emesso in dicembre con formula “dubitativa”.

Quello che emerge, scrive il Gup in un passaggio delle motivzioni della sentenza, è «un complessivo quadro istruttorio da considerarsi contraddittorio e altamente insufficiente a dimostrare la colpevolezza dell’imputato secondo la fondamentale regola probatoria e di giudizio dell’oltre “ogni ragionevole dubbio”».

Riguardo a “un possibile movente/occasione dell’omicidio da parte dell’attuale imputato, non emerge una congrua prova”, scrive ancora il Gup.

Il gup nel valutare il quadro istruttorio “contraddittorio ed altamente insufficiente” si basa sulla “fondamentale regola probatoria e di giudizio dell’oltre ‘ogni ragionevole dubbio'”. Quest’ultimo, a parere del gup, “non deve essere certo inteso come un mero dubbio possibile (…) quanto di una situazione finale di concreta incertezza che rimane, una volta esaminati tutti gli elementi processuali a disposizione, nel giudizio logico/probatorio di ascrivibilità del fatto all’imputato: il dubbio non è astratto o meramente immaginario ma diventa concreto e ragionevole, laddove si fondi appunto (come nel caso di specie) su evidenze processualmente emerse”.

Per il giudice “così rettamente intesa – si legge nelle conclusioni delle motivazioni – questa finale regola probatoria e di giudizio rappresenta non solo l’attuazione di fondamentali principi costituzionali ed un imprescindibile pilastro di uno stato liberl-democratico (nel senso più alto e nobile) ma anche e prima ancora un naturale richiamo etico per ogni uomo giusto e ragionevole”.

Sul momento della morte di Chiara Poggi, il Gup scrive: “E’ più ragionevole affermare che la morte della ragazza si collochi nel lasso temporale immediatamente successivo alla disattivazione dell’allarme perimetrale avvenuto alle ore 9.12 di quella mattina”.

L’assassinio di Chiara Poggi, aggiunge il magistrato, “ha richiesto almeno alcuni diversi minuti” e non è stato “un atto fortemente concentrato nel tempo”. E’ quanto si legge nelle motivazioni della sentenza con cui il gup Stefano Vitelli lo scorso dicembre ha assolto Alberto Stasi ritenendo il “quadro istruttorio contraddittorio e altamente insufficiente”.

Il gup, inoltre ha evidenziato che a differenza di quanto avevano sostenuto i difensori di Stasi, “non vi sono invece (…) sicure evidenze dimostrative della presenza di almeno due aggressori” la mattina del 13 agosto 2007, giorno in cui Chiara venne brutalmente uccisa.