Garlasco, perizia: “Alberto Stasi non può non aver calpestato sangue”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 22 settembre 2014 19:39 | Ultimo aggiornamento: 22 settembre 2014 19:39
Garlasco, perizia: "Alberto Stasi non può non aver calpestato sangue"

Garlasco, perizia: “Alberto Stasi non può non aver calpestato sangue”

MILANO – E’ quasi impossibile che Alberto Stasi, il 13 agosto 2007, quando entrò nella villetta di via Pascoli e scoprì il corpo senza vita della sua fidanzata Chiara Poggi, non abbia calpestato le macchie di sangue sul pavimento.

Non si discosta, se non nelle percentuali ancora più basse stabilite dalla perizia di primo grado, l’esito della nuova sperimentazione virtuale sulla ‘camminata’ di Alberto chiesta dai giudici nel nuovo processo di secondo grado nel quale l’ex studente bocconiano risponde di omicidio.

Il parziale esito della sperimentazione (l’elaborazione informatica dei dati dovrebbe concludersi martedì), illustrato lunedì a Bologna dai periti nominati dalla Corte d’Assise d’Appello di Milano ai consulenti delle parti, avrebbe stabilito che le possibilità di non intercettare le macchie di sangue sul pavimento dell’abitazione di Poggi sono ancora più ridotte rispetto a quelle indicate dagli esperti nominati del 2009 dal gup di Vigevano Stefano Vitelli.

E questo perché l’esperimento sul percorso effettuato dal giovane è stato esteso, come chiesto dall’accusa e dalla parte civile, ai due gradini e alla zona antistante le scale su cui era riverso cadavere di Chiara.   Cinque anni fa il professor Nello Balossino, esperto di elaborazione delle immagini dell’università di Torino, pur senza prendere in considerazione i due gradini imbrattati di sangue, aveva stabilito che, su 78mila simulazioni effettuate al computer, è risultato che Stasi aveva solo una possibilità di non calpestare sangue sulla scena del delitto.

Ora le indiscrezioni parlano di una possibilità su un milione in relazione solo alla nuova zona analizzata, ma per avere dati precisi bisognerà attendere la relazione degli esperti nominati dalla Corte che arriverà entro fine settimana.

Intanto oggi il prof. Francesco De Stefano, ordinario del dipartimento di Scienza e Salute dell’Università di Genova, ha depositato ai giudici la perizia sull’esame mitocondriale del bulbo del capello corto castano trovato nel palmo della mano sinistra di Chiara (a causa dello scarso materiale a diposizione non è stato possibile avere informazioni) e sulle tracce di dna maschile individuate su alcuni frammenti di unghie della ragazza. Le analisi, che hanno portato a evidenziare solo 5 marcatori tutti compatibili con quelli di Stasi, hanno dato esiti considerati non sufficientemente attendibili.