Gasdotto Tap, sotto sequestro cantiere a Melendugno: dubbi sull’espianto di 448 ulivi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 27 aprile 2018 11:39 | Ultimo aggiornamento: 27 aprile 2018 11:39
Gasdotto Tap, sotto sequestro cantiere a Melendugno: dubbi sull'espianto di 448 ulivi

Gasdotto Tap, sotto sequestro cantiere a Melendugno: dubbi sull’espianto di 448 ulivi

ROMA – Per violazione della prescrizione contenute nella Valutazione di impatto ambientale (Via), la Procura di Lecce ha sottoposto a sequestro probatorio il nuovo cantiere Tap (chiamato cluster 5) da dove sono stati appena espiantati 448 ulivi per consentire la costruzione del microtunnel del gasdotto. Il sequestro è stato eseguito dai carabinieri del Noe e Forestali che hanno svolto accertamenti sulla base di esposto presentato nei giorni scorsi da alcuni parlamentari.

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I lavori che erano in corso, avviati pochi giorni fa, avrebbero dovuto concludersi il 30 aprile prossimo. Riguardano il cosiddetto ‘cluster 5’ dove è stata recintata da Tap un’area lunga circa un chilometro che ricade nell’azienda agricola ‘Le Paisane’, e da dove sono state espiantate 448 giovani piante di ulivo che sono state poste a dimora sotto tendoni realizzati ai margini della zona dei lavori.

Il cantiere ‘cluster 5’ finito oggi sotto sequestro fa parte di un più ampio tracciato (8,2 chilometri di lunghezza con una fascia di circa 30 metri di larghezza a cavallo del futuro tubo) che dal cantiere di San Basilio, dove l’espianto degli ulivi è terminato lo scorso anno e dove sorgerà il microtunnel del gasdotto, porta alla ‘Masseria del Capitano’, dove sarà costruito il terminale di ricezione dell’impianto.

In questo ‘budello’, dove è prevista la costruzione della pipeline, dovranno essere successivamente estirpati e messi a dimora (in aree protette ai margini dell’area di lavoro) oltre 1.800 ulivi. Il ‘cluster’ 5 è ad un paio di km dal cantiere del microtunnel di San Basilio e a circa sei km da Masseria del Capitano.

“Tap, nella convinzione di aver operato nel pieno rispetto delle disposizioni legislative in materia e delle autorizzazioni ricevute, ribadisce l’assoluta fiducia nella magistratura e fornirà tempestivamente alla Procura tutti i chiarimenti necessari volti ad ottenere il dissequestro dell’area”. E’ quanto scrive la multinazionale Tap in una nota dopo il sequestro del cantiere ‘cluster 5’ di Melendugno (Lecce) del gasdotto che collegherà il Mar Caspio alla Puglia.

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