Il magistrato parla con la giornalista: l’esempio citato da Gasparri sul cattivo uso delle intercettazioni

Pubblicato il 10 Giugno 2010 14:21 | Ultimo aggiornamento: 10 Giugno 2010 14:21

Durante la seduta al Senato per votare la legge bavaglio sulle intercettazioni, Maurizio Gasparri ha citato un articolo della Gazzetta del Mezzoggiorno come esempio di uso sbagliato delle stesse intercettazioni. Nell’articolo in particolar modo, passaggio evidenziato dallo stesso esponente del Pdl, si legge di una giornalista che ha telefonato direttamente al magistrato per delle lucidazioni e degli sviluppi sull’inchiesta di Trani in cui è indagato anche il premier Silvio Berlusconi.

La giornalista che chiama l’ufficiale della finanza, l’ufficiale che passa il telefono a un magistrato. Il tenente colonnello Salvatore Paglino è ai domiciliari da mercoledì 1. E nelle 86 pagine della richiesta con cui i pm Teresa Iodice e Giuseppe Dentamaro lo avrebbero voluto mandare in carcere, è riportata l’intercettazione che chiama in causa Michele Ruggiero, il pm che a Trani ha seguito l’inchiesta in cui era indagato Silvio Berlusconi.

La posizione di Ruggiero in queste ore è al vaglio della procura di Bari. Le informazioni che il pm conferma alla giornalista nella telefonata intercettata sul cellulare di Paglino appaiono in verità del tutto marginali. Ma se Ruggiero dovesse essere iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di rivelazione di segreto d’ufficio (le audizioni erano infatti secretate), il fascicolo sarà inviato per competenza a Lecce.

A questo punto l’articolo, scritto da Giovanni Longo e Massimiliano Scagliarini, prosegue con le intercettazioni tra la giornalista e il magistrato Michele Ruggiero. Il giorno dopo la telefonata, annotano gli inquirenti, la giornalista scrive un articolo in cui si dice che in procura sono stati ascoltati Minzolini e Del Noce. Un resoconto dello stesso tenore, per la cronaca, è stato pubblicato su quasi tutti i quotidiani italiani.

Gasparri ha dunque citato questo fatto, questo articolo come esempio di mal costume e giornalismo deviato che dovrebbe essere tenuto lontano dalle intercettazioni. Poi il voto con l’approvazione della legge bavaglio.