Gavazzi, 100 milioni in nero all’estero. Si pente l’ereditiera 92enne: 15 al fisco, 85 ai poveri

di Redazione Blitz
Pubblicato il 21 maggio 2019 12:42 | Ultimo aggiornamento: 21 maggio 2019 12:42
Gavazzi, 100 milioni in nero all'estero. Si pente l'ereditiera 92enne: 15 al fisco, 85 ai poveri

Gavazzi, 100 milioni in nero all’estero. Si pente l’ereditiera 92enne: 15 al fisco, 85 ai poveri

ROMA – Alla veneranda età di 92 anni, Anna Maria Ghezzi, ereditiera milanese del patrimonio Gavazzi (quelli delle cravatte di lusso a Milano) da un centinaio di milioni di dollari che dalla fine degli anni ’90 si era volatilizzato tra Svizzera e altri paradisi fiscali a distanza di sicurezza dalle mani dei suoi di eredi e dalle “pretese fiscali ingiustificate”, ha deciso di mettere le cose a posto, pentirsi, rendere al fisco ciò che doveva, ai poveri quel che sentiva. 

Scoperta dall’Agenzia delle Entrate a caccia del tesoro nascosto, tradita dal figlio che l’ha denunciata ottenendo quasi 4 milioni di euro, la signora Ghezzi ha confessato la complessa architettura per evadere le tasse, la fittizia residenza all’estero che ne faceva una “latitante fiscale”, prima di patteggiare la pena e liberarsi la coscienza.

Quasi 15 milioni sono tornati in Italia sul conto dell’Agenzia delle Entrate per gli anni fino al 2016, un altro milione per il 2017, saldata la pendenza con il figlio quel che resta, circa 85 milioni, lo ha devoluto in beneficenza intitolando le sue ricchezze a un ventaglio di enti assistenziali pubblici e privati che si occupano di poveri e bisognosi. 

5 x 1000

Il patrimonio finanziario della signora, anche grazie all’aiuto di un commercialista che ha patteggiato una pena pecuniaria di 45mila euro, è stato “abilmente schermato dietro la continua predisposizione di trust residenti in Paesi esteri”.

Il commercialista (“come un figlio”) aveva stilato per la donna “un vero e proprio ‘vademecum’ consigliandole le migliori strategie” per nascondere i soldi al Fisco. All’anziana, però, sono state riconosciute sia le attenuanti generiche che quella per aver estinto i debiti tributari, anche perché ha collaborato con i magistrati e soprattutto “ha provveduto ad eseguire il versamento della ingente somma” di oltre 14,5 milioni all’Agenzia delle Entrate “il 14 gennaio 2019”. Un assegno che, per le persone fisiche, rappresenta un record. (fonte Ansa)