Gavino Madau arrestato per omicidio zio Giovanni Casula dello scorso ottobre

di Redazione Blitz
Pubblicato il 5 Giugno 2015 16:12 | Ultimo aggiornamento: 5 Giugno 2015 16:13
Gavino Madau arrestato per omicidio zio Giovanni Casula dello scorso ottobre

Gavino Madau arrestato per omicidio zio Giovanni Casula dello scorso ottobre (foto di repertorio)

GHILARZA (ORISTANO) – Gavino Madau è stato arrestato per l’omicidio dello zio Giovanni Casula. Casula è il pensionato di 69, anch’egli allevatore, trovato cadavere il 31 ottobre scorso nella sua abitazione di Paulilatino (in Sardegna) col cranio fracassato da un fendente sferrato con un pesante tubo di ferro, è infatti figlio di un cugino della vittima. Per arrestarlo i militari della Compagnia di Ghilarza hanno organizzato una vera e propria trappola con tanto di auto civetta nella via Nazionale di Paulilatino.

Il cadavere dell’uomo era stato trovato dalla sorella riverso sul pavimento dell’ingresso con i piedi rivolti verso la porta. Sul capo e sul corpo i segni di una serie di colpi inferti con un bastone dal suo assassino. Secondo l’accusa si tratterebbe di vendetta perché l’uomo in passato era stato denunciato da Casula per furto e lesioni. Una vendetta, scrive l’Ansa, covata in silenzio per almeno 13 anni.

Continua l’Ansa che i rapporti fra Giovanni Casula e il suo presunto assassino, Gavino Madau, di 46, anch’egli allevatore, arrestato ieri pomeriggio con l’accusa di omicidio premeditato, erano molto tesi almeno dal 1999. A quell’anno risale, infatti, una denuncia per lesioni personali presentata da Casula nei confronti di Madau. Un’altra denuncia nel 2001, quando Casula accusò Madau di aver rubato il furgone di un suo amico. Sono state proprio quelle due denunce, recuperate negli archivi della stazione dei carabinieri di Paulilatino, a far finire Madau nella lista dei sospettati già poche ore dopo la scoperta del delitto.

Altro elemento chiave a suo carico, prosegue l’Ansa, raccolto dai carabinieri sono le immagini dell’impianto di videosorveglianza del Banco di Sardegna, assieme ad altre dichiarazioni che lo collocano la notte del 30 ottobre nei pressi del luogo del delitto. Per quanto riguarda il movente, quello della vendetta non esclude però possibili collegamenti con altri casi di omicidio nelle campagne di Paulilatino rimasti finora irrisolti.