Gemma Pin morta: rifiutò chemio e curò tumore con dieta e clisteri di caffè

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 marzo 2018 16:30 | Ultimo aggiornamento: 15 marzo 2018 20:07
Gemma Pin morta: rifiutò chiemio e curò tumore con dieta e clisteri di caffè

Gemma Pin morta: rifiutò chiemio e curò tumore con dieta e clisteri di caffè

TREVISO – Ha rifiutato la chemioterapia e ha deciso di farsi curare un tumore alle ossa con clisteri di caffè e dieta: così è morta la baronessa Gemma Pin, 67 anni, a Conegliano in provincia di Treviso.

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Riccardo Mazzero sul quotidiano La Tribuna di Treviso scrive che la pensionata ed ex fisioterapista è morta il 1° marzo per un cancro alle ossa, diagnosticato quando era già in fase di metastasi:

“La signora Gemma, ritenendo il trattamento propostole contro i propri ideali e la propria filosofia di vita, rifiuta la chemioterapia che vede come un invasivo accanimento terapeutico. Assieme alla famiglia, sempre vicina e con l’intento di non volersi rassegnare, vengono valutati metodi di cura alternativi, ed entra così a contatto con il cosiddetto metodo “Gerson” (nome derivante da Max Gerson, medico tedesco vissuto a cavallo del ‘900, creatore del trattamento),una terapia nutrizionale, non riconosciuta dalla medicina ufficiale, e anzi fortemente contestata dalla scienza, basata su accorgimenti dietetici naturali e clisteri al caffè con cui disintossicare il corpo dalle cellule malate.

Gemma, con l’appoggio di chi le sta vicino, seguita da Alessandro Nicolosi, primo medico italiano che proprio presso il “Gerson Institute” in California sta ultimando il secondo modulo di formazione per questa terapia, inizia un percorso di cure che dopo il primo mese di trattamento, tra integratori di frutta fresca e sedute di ozonoterapia, sembrava dare risultati inizialmente positivi. «Gemma sembrava stare molto meglio: stava addirittura riprendendo peso» spiega la nuora Dejana.

Quando la situazione si è aggravata, raccontano i familiari, il medico che seguiva la Pin avrebbe proposto un intervento chirurgico:

“«Un ultimo tentativo – raccontano i familiari – secondo il dottor Nicolosi, si sarebbe potuto effettuare cercando di rimuovere la materia maligna mediante un intervento chirurgico. Percorso che avrebbe però reso necessario la disponibilità di un medico disposto a procedere secondo questa via non conforme alla medicina tradizionale, per cui andata in alto mare sul nascere».

Gemma, non potendo più lottare, passa le ultime settimana attorniata dalla famiglia, che non le ha mai fatto mancare l’amore ed il sostegno, seguita anche dal team del dottor Cosimo De Chirico, responsabile dell’unità di cure palliative dell’Usl 2. Rifiuto della chemioterapia e scelta di un metodo di cura non riconosciuto dalla medicina ufficiale, che può regalare anche false speranze, sono però destinati a far discutere”.

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