Genitori-nonni di Casale Monferrato devono rassegnarsi: la figlia sarà data in adozione

di Redazione Blitz
Pubblicato il 14 febbraio 2018 14:08 | Ultimo aggiornamento: 14 febbraio 2018 14:10
La bambina sarà adottata, i genitori-nonni di Casale Monferrato devono rassegnarsi

Genitori-nonni di Casale Monferrato: alla fine la Cassazione toglie loro la figlia, sarà adottata

ROMA – Ormai i coniugi Deambrosis da Casale Monferrato, 76 anni il padre e 64 anni la madre, erano diventati la coppia di “genitori anziani” per antonomasia:  alla fine di un lunghissimo iter processuale però devono rinunciare alla figlia, non possono accudirla, sarà affidata in adozione a un’altra coppia.

La Corte di Cassazione ha confermato infatti l’adottabilità della bimba ritenendo i veri genitori incapaci “di comprendere quali siano i bisogni emotivo affettivi e pratici” della bimba, e risultando il padre “totalmente dipendente” dai desideri della moglie “chiusa in un processo narcisistico”. Con il verdetto depositato oggi la Suprema Corte ha confermato la sentenza emessa dalla Corte di appello di Torino nel 2017 nel processo di secondo grado-bis.

La stessa Cassazione aveva infatti riportato il processo al secondo grado, con la motivazione che “la legge non prevede limiti di età” per diventare genitori. Alla fine però, l’elemento dell’età della coppia, è stato inserito in un più ampio contesto di inaffidabilità. Tutta la vicenda, peraltro, trasse origine dalla denuncia di alcuni vicini che al momento del trasloco la bimba di appena 35 giorni sarebbe stata lasciata incustodita nel seggiolino dell’auto: indizio pesante ma infondato, visto che in tribunale la coppia venne assolta dall’accusa di “abbandono di minori”.

La Cassazione sottolinea che padre e madre pur non presentando “caratteristiche di emarginazione sociale, culturale ed economica” e pur avendo collaborato con le “indicazioni” dei servizi sociali, hanno riportato “valutazioni tecniche”, emerse nei giudizi di merito, “univocamente negative in ordine all’idoneità genitoriale”.

Gli ermellini aggiungono inoltre che la valutazione della vicenda, e la decisione finale di dichiarare l’adottabilità della bimba, non è stata centrata “esclusivamente” sull’episodio di abbandono in auto della piccola per qualche minuto, né solo sull’età di padre e madre, dal momento che le indagini svolte si sono arricchite di “numerosi ulteriori elementi”.

Ad avviso della Cassazione la “complessiva valorizzazione e valutazione” di tutti gli elementi raccolti nei processi di merito costituisce un nucleo “incensurabile”. Per la complessità della vicenda, la Suprema Corte ha compensato le spese di giudizio tra i genitori “anziani” e il tutore provvisorio della bimba.