Gennaro Buonavoglia arrestato. Accusato di rapina in casa di Pippo Marchioro

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 Dicembre 2014 18:19 | Ultimo aggiornamento: 18 Dicembre 2014 18:20
Gennaro Buonavoglia arrestato. Accusato di rapina in casa di Pippo Marchioro

Gennaro Buonavoglia arrestato. Accusato di rapina in casa di Pippo Marchioro

VIAREGGIO – Arrestato un uomo con l’accusa di aver rapinato la casa di Pippo Marchioro, ex allenatore (tra le altre squadre) anche del Milan. Gennaro Buonavoglia, 44 anni, di Napoli, sarebbe stato incastrato dal dna. Buonavoglia da anni residente a Viareggio, scrive l’Ansa che era già stato detenuto per reati contro il patrimonio. Ora è accusato di essere stato uno degli autori della rapina, avvenuta la sera del 21 agosto 2013, nei confronti di Giuseppe Marchioro, da tempo residente in Versilia, e della moglie.

Altri due banditi, un tunisino e un altro italiano sono stati denunciati. Quella sera tre individui a volto coperto e armati attesero il ritorno a casa dei coniugi – situata sulle colline di Camaiore – che, al rientro dal mare, parcheggiata l’auto, vennero affrontati dai banditi nascostisi tra la vegetazione. Marchioro e la moglie sotto la minaccia delle armi furono costretti a scendere al piano inferiore della villa dove li imbavagliarono, bendarono e legarono con nastro adesivo e capi d’abbigliamento presi sul posto, poi rinchiusi in un bagno, con ordine di non muoversi, sotto la minaccia di morte.

I tre fecero razzia rubando vari oggetti di valore, oro e argenteria, e poi si allontanarono. I coniugi riuscirono a liberarsi grazie all’ intervento di alcuni vicini accorsi dopo aver udito le grida di aiuto. Le indagini hanno consentito col primo intervento sul posto a rintracciare e reperire il materiale utilizzato dai malviventi che era stato gettato nei pressi della villa, cioè guanti, nastro adesivo e cappellino, rivelatosi molto utile per il prosieguo delle indagini, poiché contenente numerose tracce di profili biologici, mandati ad analizzare al laboratorio dei Ris di Roma.

Rintracciata la refurtiva, in parte messa in vendita presso un ‘compro oro’ di Viareggio, è stato possibile restringere il campo di ricerca verso alcuni soggetti con precedenti per furti e rapine abitanti in Versilia, fino a identificare nei tre, due italiani e un tunisino, gli autori della rapina. Inoltre, il Dna analizzato presso i laboratori del Ris di di Roma, ha confermato la compatibilità dei profili biologici, presenti sui guanti e sul nastro adesivo con il profilo biologico dell’uomo arrestato, oltre che per la sua presenza nel giorno e nell’ora della rapina nella zona di Camaiore, accertata dai carabinieri del nucleo investigativo, ha permesso di far scattare a suo carico la misura cautelare disposta dal tribunale di Lucca, con l’accusa di rapina aggravata in concorso e sequestro di persona, mentre gli altri due autori di 42 e 38 anni sono stati denunciati a piede libero. Il tunisino è comunque tuttora in carcere per furti.