Genny ‘a carogna? Quelli come lui ci salvano dal caos: agente Digos al Secolo XIX

di Redazione Blitz
Pubblicato il 6 Maggio 2014 19:02 | Ultimo aggiornamento: 6 Maggio 2014 19:02
Genny 'a carogna? Quelli come lui ci salvano dal caos: agente Digos al Secolo XIX

Genny ‘a carogna? Quelli come lui ci salvano dal caos: agente Digos al Secolo XIX (foto Ansa)

ROMA – Genny a’ Carogna ha fatto da tramite, evitando che all’Olimpico succedesse il peggio: a parlare è un agente della Digos intervistato da Giampiero Timossi del Secolo XIX. Un poliziotto con 30 anni di esperienza nella “squadra stadio”, “quindi so di cosa parlo”.

Per il “digossino” non c’è stata “nessuna trattativa” con Gennaro De Tommaso alias Genny ‘a Carogna e che in ogni caso è meglio una brutta figura che un bagno di sangue. Intanto per il capo ultrà napoletano è arrivato un Daspo (Divieto di Accedere alle manifestazioni SPOrtive) di 5 anni.

«Perché parliamo con la Carogna? Perché una mano lava l’altra, meglio fare una brutta figura piuttosto che correre il rischio che qualcuno si rompa la testa. E poi sono quelli che se ne stanno con il culo al caldo che la chiamano figura di merda, chiaro?».
Mica tanto:
«Non c’è stata nessuna trattativa, sono solo informative»
Perché per giocare una finale di Coppa Italia bisogna trattare con Genny a’Carogna?
«Ancora?»
Ancora…
«La Carogna ha fatto da tramite, non c’è stata nessuna trattativa».
E cos’era quel parlare fitto e rispettoso con il figlio di un camorrista?
«Ripeto: solo un’informativa. A una certa ora, in curva, si era sparsa la notizia che uno di loro era stato ammazzato. Quindi serviva qualcuno per informare gli altri e raccontare che non c’era nessun morto. Sì, anche io lo faccio sempre, lo faccio al telefono, anche durante la partita. Sono allo stadio per garantire l’ordine pubblico. Chiaro? Chi non sa e parla fa finta di dimenticare che questo è il nostro compito».
Così lo Stato tratta con i delinquenti?
«Ma quali delinquenti? Mi risulta che quel signore, la Carogna, avesse scontato il suo Daspo, quindi allo stadio ci poteva stare».
E quella maglietta che inneggiava a Speziale, l’assassino del suo collega Raciti?
«Quella non la doveva indossare, quando è entrato allo stadio sarà stata nascosta sotto il giubbotto e la felpa. Steward e forze dell’ordine possono perquisire 30mila persone. Però, come fanno a spogliare 30mila persone? Via, siamo seri».