Cronaca Italia

Genova, 4 clochard aggrediti a sprangate. Polizia: spedizione xenofoba

Genova, 4 clochard aggrediti a sprangate. Polizia: spedizione xenofoba

Genova, 4 clochard aggrediti a sprangate. Polizia: spedizione xenofoba

GENOVA – Sono arrivati in silenzio, il volto coperto, il cappuccio, le mani armate con i tubi innocenti rubati in un cantiere poco lontano da Piccapietra a Genova e hanno massacrato a bastonate quattro clochard che stavano dormendo al riparo dal freddo sotto le logge. Poi sono scappati in quattro direzioni diverse.

Un’aggressione xenofoba: ne è convinta la polizia di Genova che con squadra mobile e digos sta lavorando per cercare quei quattro che hanno picchiato Alice, Suzanne, Giovanni e Bobak, quattro homeless slovacchi che da tanti anni vivono a Genova con quel poco che riescono a raccogliere stando inginocchiati in via XX Settembre.

Non sono escluse anche altre ipotesi, come la guerra dei cartoni per un posto dove dormire o chiedere elemosina, ma gli investigatori non danno peso a questa pista. A Genova tutto è avvenuto dopo le 4 del mattino. Alice, Suzanne, Jonas e Bobak dormono: due sui cartoni scaldati attraverso le grate dalle bocche d’aria del parcheggio sottostante e dal pelo di due cagnetti, e due in una piccola tenda. Non li hanno sentiti arrivare. Ma hanno sentito i colpi delle spranghe che si abbattevano su di loro.

Sono finiti tutti in ospedale: Suzanne ha una frattura scomposta al braccio, Bobak è ferito alla testa e alle gambe, così gli altri due. Durante l’aggressione, uno dei due cuccioli è scappato l’altro ha cercato di difendere il padrone. Poi la rabbia si è spenta e gli aggressori sono scappati via. “In quattro direzioni diverse”, diranno i clochard  alla polizia arrivata su segnalazione di un residente che ha sentito le urla. La notte passata ha registrato i lamenti delle vittime e le ambulanze che strillano mentre scappano veloci verso l’ospedale Galliera. Poi il silenzio è calato di nuovo sul sangue sotto le logge di Piccapietra.

Suzanne in ospedale continua a chiedere perché. Da tanto lei e suo marito e i suoi due cognati dormono in quell’angolo della piazza al riparo dal freddo. Le commesse dei negozi vicini li definiscono “sempre gentili, educati. Poco prima dell’apertura toglievano sempre le loro cose, non ci hanno mai dato problemi”. Gentili, educati aspettavano gli angeli notturni della comunità di Sant’Egidio che portavano loro minestra calda e sorrisi prima che la notte stringesse le sue fauci con il freddo. La polizia indaga e non esita a dire che con tutta probabilità si tratta di un’aggressione che ha l’odore  dell’estrema destra xenofoba.

Chi ha agito è stato captato dalle telecamere di un negozio e da quelle di un parcheggio vicino al luogo dell’aggressione. Quattro, maschi, due con i pantaloni di una divisa mimetica, i cappucci in testa. La polizia parte da qui, da particolari che sembrano una firma.

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