Genova, cena di beneficenza post-alluvione. Ma nessuno paga il conto, neanche il principe di Monaco

di Edoardo Greco
Pubblicato il 7 agosto 2015 14:54 | Ultimo aggiornamento: 7 agosto 2015 14:58
Genova: alla cena di beneficenza nessuno paga il conto, neanche il principe di Monaco

Palazzo san Giorgio, sede della grande cena di beneficenza per la quale non ha pagato nessuno (Wikimedia)

GENOVA – Era una cena di beneficenza, peccato che nessuno ha pagato il conto. Genova, 24 ottobre 2014. La “Superba” si sta ancora leccando le ferite per l’ultimo alluvione, l’ultimo di una lunga serie. La sezione italiana della Fondation Prince Albert II de Monaco organizza un grande ricevimento al Palazzo San Giorgio. Invitati 160, con gran parterre di vip e notabili, a cominciare dal principe di Monaco in persona.

Si svariava fra il sottosegretario alla Giustizia Cosimo Ferri e il marchese Giacomo Cattaneo Adorno, l’imprenditore Aldo Spinelli e le gioielliere Elisa e Laura Guglielmi

Per il catering gli organizzatori si affidano alla Manuelina di Recco, famosa in tutto il mondo per la focaccia di Recco. Il ricavato della cena sarà devoluto alla città di Genova. Menu: prescinsêua, dadolata di zucca al rosmarino con gambero al vapore, fiore ripieno di crostacei, pansoti al sugo di noci, sella di vitello all’Orloff. Si conclude con lo stokke.

Ma dopo 10 mesi ancora nessuno ha pagato la fattura di quindicimila euro che Cristina Carbone, proprietaria della Manuelina, ha mandato un po’ a tutti, compreso il Principato. Scatta la denuncia per truffa e insolvenza fraudolenta. Scrive La Stampa:

Carbone ha fatto scrivere dal suo avvocato Fausto Maggi una denuncia per truffa e insolvenza fraudolenta, ingrassata da una cronologia e una scansione di nomi che rischiano di trasformare il registro degli indagati in un parterre de rois. Ce l’ha in primis con la Fondazione e il suo presidente Maurizio Codurri, ma non risparmia neppure il console onorario del Principato a Genova, Domenico Pallavicino, o colui che fu indicato come capocordata degli sponsor, l’editore Massimiliano Monti.

E poi il principe, certo, al quale ha spedito una lettera rimasta, dice, senza risposta. Una replica arriva invece da Claudio Sezioni, cancelliere generale del consolato monegasco a Genova. «Le cose vanno messe in chiaro subito. Quella serata fu organizzata dall’emanazione italiana della Fondation Prince Albert II, con la quale stiamo cercando di metterci in contatto senza successo. Comprendo lo scoramento dei ristoratori, anzi: siamo stati proprio noi, alla fine, a consigliare di andare per vie legali».