Genova/ Cinghiali uccisi, animalisti contro don Marco Fazio davanti alla chiesa con uno striscione: “Quinto comandamento, non uccidere”

Pubblicato il 3 agosto 2009 23:11 | Ultimo aggiornamento: 3 agosto 2009 23:12

Un bicchiere di troppo gli è costato non solo l’accusa di uccisione violenta di una coppia di cuccioli di cinghiale, ma anche la pubblica gogna e le contestazioni di un gruppo di animalisti davanti alla chiesa di San Bartolomeo, sulle alture di Sori. Per don Marco Fazio l’accoglienza dei fedeli stavolta è stata decisamente insolita.

Un gruppo di difensori dei cinghialetti ammazzati a bastonate si è radunato davanti alla parrocchia, in abiti neri i manifestanti lo hanno atteso tenendo uno striscione con la scritta: “Quinto comandamento, non uccidere”. La protesta ha fatto fuggire il prete che subito dopo la messa, celebrata circa due ore dopo, ha tenuto a chiarire la sua totale estraneità ai fatti.

Insieme a Don Fazio sono indagate altre cinque persone.