Genova, in fiamme l’auto del console onorario della Turchia. La rivendicazione anarchica

di Redazione Blitz
Pubblicato il 29 Novembre 2019 17:57 | Ultimo aggiornamento: 29 Novembre 2019 20:27
Carabinieri, Ansa

Una volante dei carabinieri (foto d’archivio Ansa)

ROMA – Un’auto in uso al console onorario della Turchia a Genova è andata in fiamme oggi venerdì 29 novembre. Sul posto sono intervenuti i carabinieri. L’auto andata distrutta dall’incendio è in un posteggio sulla strada, a Spianata Castelletto. Posteggio espressamente riservato al corpo consolare della Turchia.

A rivendicare l’attentato è stato un gruppo di anarchici.

“A Genova nella centralissima Castelletto, mentre infuria il Black Friday, noi ci siamo presi la briga di incendiare un’auto. Apparteneva al corpo consolare turco”. Comincia così il lungo comunicato con cui la “cellula anarchica Lorenzo Orsetti” ha rivendicato l’incendio di questo pomeriggio dell’auto del console onorario della Turchia a Genova. La rivendicazione è comparsa sul sito Round Robin.

“I boati dei pneumatici, la puzza della plastica che brucia sono una ridicola percentuale di cosa significhi avere la guerra in casa” prosegue la rivendicazione. Per gli autori della rivendicazione “il tabù della violenza sui fabbricatori di morte è ora che cada” e “se poi il concetto minimo è di ‘guerra alla guerra’ beh, viene da se’ che se si vuole fermare concretamente la guerra, la violenza su cose e persone è da mettere in conto, e bisogna avere il coraggio di palesarlo su manifesti e rivendicazioni”. “Noi dobbiamo essere una costante spina nel fianco dell’oppressore – concludono – dobbiamo essere noi a dettare i tempi dell’attacco e non scagliarci solo quando i fulmini della repressione cadono qua e là nel mondo”.

Sull’attentato incendiario, su cui la Procura di Genova ha già aperto un fascicolo, indagano i carabinieri.

L’episodio dello scorso 10 ottobre.

Lo scorso 10 ottobre proprio il portone della sede del consolato turco a Genova fu imbrattata con della vernice rossa. All’epoca l’azione fu considerata una risposta all’invasione da parte della Turchia dei territori curdi della Rojava.

Infatti contro la porta della sede del consolato turco, nella centrale piazza De Ferrari, fu gettata della vernice rosso sangue mentre sull’asfalto fu lasciata la scritta “Rojava resiste”.

Ora non resta che aspettare le prossime ore per capire se l’incendio della macchina del console onorario turco sia da considerare doloso o accidentale.

Fonte: Ansa.