Genova: si finge in coma su Facebook per riconquistare la sua ex. Denunciato per stalking

di Eloisa Moretti Clementi*
Pubblicato il 19 Ottobre 2010 12:47 | Ultimo aggiornamento: 19 Ottobre 2010 13:51

Era disposto anche a morire per amore. Ma solo su Facebook. Un operaio genovese di 47 anni ha utilizzato il social network più diffuso per tentare di riconquistare la sua ex. Il modo in cui l’ha fatto, però, è singolare: prima si è fatto scattare una foto in cui fingeva di essere ricoverato in coma in un ospedale milanese dopo aver tentato il suicidio, poi l’ha pubblicata sul profilo Facebook di un amico comune.

Far leva sulla pietà per far cambiare idea alla fidanzata che lo aveva lasciato era lo scopo del macabro gesto, che inizialmente ha avuto successo visto che la donna ha subito contattato l’amico per avere notizie dell’ex convivente. Ma il suo piano maldestro non finiva qui: quando il complice ha incontrato la signora, l’innamorato irriducibile e moribondo si è trasformato in un sanissimo ma pericoloso stalker.

L’ha offesa, insultata, ha pianto pregandola di tornare con lui, prima di afferrarla per il collo e tentare di rapirla mentre saliva sulla sua auto. Urlando, scalciando e suonando all’impazzata il clacson dell’automobile, la trentanovenne, originaria dell’entroterra genovese, si è difesa ed è riuscita a liberarsi. Forse non lo avrebbe neanche denunciato, se l’operaio di Busalla non avesse compiuto l’ultimo insopportabile gesto di gettare le chiavi della donna nel torrente Scrivia. A quel punto, è scattata la denuncia ai carabinieri.

Modalità estrema di stalking, la persecuzione via Facebook permette facilmente di ingannare gli altri e camuffare la realtà fino a pensare di plasmarla a proprio piacimento: le antiche manie persecutorie si sono ormai trasferite sulla Rete. E la magistratura si è adeguata, firmando l’arresto del 47enne. Rintracciato mentre tentava di fuggire, per l’uomo sono scattate le manette con l’accusa di atti persecutori e sequestro di persona.

*Scuola di Giornalismo Luiss