Genova, 22enne italiano trovato morto nella cella a Marassi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 21 febbraio 2019 13:33 | Ultimo aggiornamento: 21 febbraio 2019 13:33
genova morto in cella

Genova, 22enne italiano trovato morto nella cella a Marassi

GENOVA – Un detenuto italiano di 22 anni è stato trovato morto questa mattina, 21 febbraio, nel carcere Marassi di Genova, dove era appena arrivato. A dare la notizia è il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE.

Michele Lorenzo, segretario SAPPE per la Liguria, spiega: “Ennesima tragedia al carcere di Marassi. Questa mattina intorno alle 7.30, durante la consegna del latte, un ragazzo italiano di soli 22 anni è stato trovato morto nel suo letto. Era entrato in carcere poche ore prima, nel pomeriggio di martedì. Oltre al dolore per l’ennesima giovane vita stroncata dietro le sbarre questa morte getta inquietanti interrogativi sul come sia possibile che un ragazzo così giovane possa morire poche ore dopo l’ingresso in una struttura pubblica come il carcere. Alla Procura il compito di fare luce su queste misteriose morti mentre l’Amministrazione penitenziaria assiste impassibile ed inerme collezionando l’ennesima sconfitta”.

Per Lorenzo: “Diventa quasi inutile impensabile continuare a parlare nei convegni e nei seminari degli studi sulle morti in carcere, quando queste parole poi restano aria fritta e all’interno delle sezioni i detenuti purtroppo patiscono e subiscono condizioni che producono eventi critici estremi come morire di carcere. Tutto questo si addossa solo sul poliziotto penitenziario, In Liguria si è carenti di 300 unità in un carcere come Marassi da 750 detenuti su 548 posti: è impossibile continuare a gestire queste carceri, la direzione di Genova forse pensa ad altre problematiche come quelle di burocratizzare l’attività dell’operatore, invece di dotarlo di strumenti per salvaguardare la vita dei detenuti. Ecco perché è molto importante la costruzione del carcere di Savona Ecco perché il SAPPE della Liguria più volte in più occasioni e ha più voce ha chiesto la costruzione del carcere di Savona fermo e non si sa perché questa lentezza sta producendo la crisi penitenziaria la crisi dell’Istituto della Liguria questo è la cronaca quotidiana triste profonda è costante della Liguria penitenziaria”.

Donato Capece, segretario generale del SAPPE, aggiunge. “La situazione nelle carceri resta allarmante: altro che emergenza superata! Dal punto di vista sanitario è semplicemente terrificante: secondo recenti studi di settore è stato accertato che almeno una patologia è presente nel 60-80% dei detenuti. Questo significa che almeno due detenuti su tre sono malati. Tra le malattie più frequenti, proprio quelle infettive, che interessano il 48% dei presenti. A seguire i disturbi psichiatrici (32%), le malattie osteoarticolari (17%), quelle cardiovascolari (16%), problemi metabolici (11%) e dermatologici (10%).”