Genova: la “cella specchio” per madri accusate di infanticidio

Pubblicato il 22 Marzo 2010 17:27 | Ultimo aggiornamento: 22 Marzo 2010 17:27

Una cella per madri assassine. Si trova nel carcere di Genova e accoglie due madri accusate di infanticidio. Ora lì ci sono Elizabete e Katarina, ma prima di loro c’erano altre ragazze con la stessa accusa.

Tutte avevano un figlio, tutte lo hanno perso, ucciso da percosse. Molte avevano un compagno, con cui si accusano a vicenda per la morte del figlio.

Adesso in quella cella “a specchio”, quindici metri quadri, c’è  Elizabete Petersone, 20 anni, di origine lituana. E’ accusata di aver ucciso di percosse il figlio, Gabriel, quando il piccolo aveva appena 17 mesi. Con lei c’è Katarina Mathas, 26 anni, è greca e anche lei è accusata di aver massacrato di sevizie e botte il suo bambino, Alessandro, di otto mesi. Si ritrovano nella cella della sezione protetta del carcere di Genova, impaurite, accusate dello stesso orribile crimine: infanticidio.

Le madri assassine, a Genova, vengono rinchiuse in una stessa cella come forma di tutela. Una sezione del carcere appartata, protetta, senza possibilità per le recluse dell’ora d’aria. Tutto per evitare aggressioni da parte degli altri reclusi che, seguendo un preciso “codice morale”, attaccano chi si è macchiato di gesti “infami”.

Ma la “cella specchio” permetterà ad entrambe di confrontarsi anche sul proprio passato così simile e, reciprocamente, se possibile, aiutarsi