Genova, moschea al Lagaccio ancora rinviata: deciderà la nuova giunta

Pubblicato il 20 Marzo 2012 13:17 | Ultimo aggiornamento: 20 Marzo 2012 13:17

GENOVA – La moschea a Genova non si farà ancora. Se ne parla almeno dal 2007, ma, come fece Beppe Pericu, ora anche il sindaco attuale Marta Vincenzi passa la pratica alla nuova giunta

“La pratica moschea è strerilizzata”, ha detto l’assessore comunale alla cultura Andrea Ranieri. “La moschea, a Genova, si farà ma dove e quando è ancora incerto. Sarà la prossima giunta a decidere dopo l’ennesima consultazione popolare e lo studio di possibili alternative”.

In consiglio comunale l’ordinanza andrà comunque in discussione a breve, ma con un ordine del giorno allegato che impegna la prossima giunta a sottoscrivere la concessione “dopo un percorso partecipativo sul progetto”, cioè dopo una nuova consultazione della popolazione, e uno studio delle possibili alternative al Lagaccio.

Il via libera sarebbe dovuto arrivare oggi, 20 marzo, dalle commissioni comunali Urbanistica, Aziende e Società controllate, Infrastrutture e Cultura. Ma la convenzione stipulata con la comunità islamica per il luogo sacro al Lagaccio è stata, appunto, “sterilizzata” almeno fino al prossimo consiglio perché “il lavoro di due anni di dibattito non vada perduto”, ha spiegato il sindaco Vincenzi.

Lo stop alla costruzione crea scontento tra le associazioni islamiche, che accusano il “consiglio comunale di aver perso una grande occasione di sviluppo”. Queste avevano sospeso i lavori nel proprio terreno a Coronata per trasferire il processo della moschea al Lagaccio. E adesso per il presidente della Comunità islamica ligure, Zahoor Ahmad Zargar “Si ritorna indietro di anni. Genova ha perso una grande occasione di sviluppo. Garantire il diritto di culto è una scelta di civiltà e avrebbe permesso il recupero di una zona che ne ha grande bisogno”.

Sono invece soddisfatti i comitati ostili alla costruzione del luogo di culto al Lagaccio, e soprattutto a ricompattare la maggioranza, divisa da quando l‘Idv aveva sollevato numerose obiezioni alla costruzione dell’edificio al Lagaccio.