Genova, pestato a sangue perché ritenuto gay: in un video gli aggressori

di Redazione Blitz
Pubblicato il 6 agosto 2015 12:21 | Ultimo aggiornamento: 6 agosto 2015 12:21
Genova, pestato a sangue perché ritenuto gay: in un video gli aggressori

(Foto d’archivio)

GENOVA – Spunta un video che potrebbe incastrare gli aggressori di Luca, il genovese di 45 anni massacrato di botte e ridotto in fin di vita perché ritenuto gay. Il video, scrivono Tommaso Fregatti e Matteo Indice sulla Stampa, è quello di una telecamera del Comune di Genova posizionata in piazza Caricamento.

Nel filmato si vedono i sei giovani, quattro uomini e due donne, che si allontanano dopo essere scesi dall’autobus numero “1” sul quale hanno pestato a sangue Luca. E uno dei ragazzi ha sul collo un tatuaggio tribale piuttosto evidente.

Questo, del resto, è l’unico video che può essere di qualche aiuto per prendere gli aggressori di Luca, dal momento che questi filmati si cancellano automaticamente dopo 120 ore. Questo no solo perché è andato in tilt.

Intanto si aggrava la posizione dell’unico indagato, al momento, per quella violenza del 14 luglio: Simone Furfaro, l’autista dell’Amt che non ha dato l’allarme e l’indomani si è giustificato dicendo “mio nonno mi ha insegnato di farmi i fatti miei”, è indagato per favoreggiamento. L’azienda di trasporto lo ha messo in ferie forzate, quasi una sospensione leggera. Ma lui non ci sta e si è presentato alla rimessa di Cornigliano per avere spiegazioni.