Genova, scolmatore e regionali, “eterno duello Burlando-Sansa”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 ottobre 2014 14:59 | Ultimo aggiornamento: 15 ottobre 2014 15:02
Genova, scolmatore e regionali, "eterno duello Burlando-Sansa"

Claudio Burlando e Raffaella Paita

GENOVA – Genova, scolmatore e regionali, “eterno duello Burlando-Sansa”. Sotto il fango dell’alluvione a Genova è finita anche la campagna elettorale per le prossime elezioni regionali in Liguria. Claudio Burlando, attuale governatore, non ci sta a essere il bersaglio delle accuse di immobilismo rispetto agli interventi che avrebbero perlomeno arginato il disastro, in particolare dello scolmatore del Fereggiano.

“Qualcun altro, dopo di me (era sindaco di Genova, ndr.), decise di dirottare i fondi su opere diverse. Il Comune di Genova fu anche costretto a pagare un risarcimento miliardario e la Corte dei Conti non chiese spiegazioni al riguardo – ha spiegato Burlando – né sui soldi né sulle conseguenze che le successive alluvioni hanno avuto sulla città”. All’epoca del dirottamento dei fondi il sindaco di Genova era Adriano Sansa, che, anche a causa dell’inchiesta della magistratura sullo scolmatore del Fereggiano e su altre opere genovesi, decise di non realizzare lo stesso scolmatore.

I duellanti di allora continuano la battaglia politico-personale. Adriano Sansa, appena andato in pensione da giudice (è stato presidente del tribunale dei minori), rivendica le decisioni di allora e denuncia il mancato rinnovo del suo mandato a sindaco come il frutto di un grumo di potere affaristico-familiare del gruppo dirigente (“nomenklatura rossa”) che dal Pci all’attuale Pd imperverserebbe a Genova. Cosa c’entra la campagna elettorale?

Prova a spiegarlo il Secolo XIX , mentre dà conto dell’improvvisa sparizione dai radar elettorali della candidata Pd Raffaella Paita, nel frattempo assessore regionale alla Protezione Civile, postazione scomoda e obiettivo sensibile nei giorni del diluvio e della caccia ai responsabili del disastro (circolano in città fotomontaggi di lei a “Chi l’ha visto?).

Poi, in questa trama che si dipana scontro dopo scontro, irrompe Ferruccio Sansa, giornalista. Che di Adriano, magistrato ed ex cittadino, è il figlio. Ferruccio ha una carriera transitata per diversi giornali, compreso il Secolo XIX, per approdare al Fatto Quotidiano. È il responsabile dell’edizione del Lunedì, ha un blog in cui spesso parla delle cose della sua Genova, un’intensa esposizione televisiva. E non la smette di bastonare la nomenklatura rossa di Genova.

Quella che, passando sull’asse Pci-Pds-Ds-Pd è arrivata a proporre proprio Burlando come esponente di punta del new deal renziano. Ferruccio Sansa ha fino a oggi smentito ogni intenzione di candidarsi. Di più: ha anche chiesto un risarcimento di 150 mila euro al sito Blitz Quotidiano.

Il quale aveva sostanzialmente scritto due cose. Che Sansa sia anche animato da un proposito di “vendetta” per il trattamento riservato a suo padre, giubilato nel 1997, quando l’Ulivo, e il Pds genovese in prima battuta, non gli rinnovarono la candidatura a primo cittadino. E che mediti di candidarsi a sua volta alle regionali. (Marco Menduni, Il Secolo XIX)

Sull’ultima circostanza (non mi candido alle regionali) il quotidiano genovese riferisce di contatti fra Sansa il giornalista e l’esponente della minoranza Pd Pippo Civati.

Hanno discusso. Ed è nata un’ipotesi, anche se per ora vaga. Un asse tra dissidenti Pd e Cinque Stelle per sbarrare la strada a Renzi e al renzismo. Primo banco di prova? La Liguria. Almeno nei progetti. Sansa, ritenuto da Civati il candidato ideale, non ha chiuso la porta. Evidente che questa eventualità agiti il fronte burlandiano. Il Governatore si dà un gran da fare, consapevole che la rabbia per l’alluvione si concentra proprio contro chi, negli ultimi lustri, ha governato la città. Di più: le continue incursioni di Sansa figlio sono peggio che dita negli occhi. (Marco Menduni, Il Secolo XIX)