Genova, studenti senza bus: mancano mezzi e autisti

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 Settembre 2015 16:25 | Ultimo aggiornamento: 4 Settembre 2015 16:25
Genova, studenti senza bus: mancano mezzi e autisti

Genova, studenti senza bus: mancano mezzi e autisti

GENOVA – L’anno scolastico è iniziato e gli studenti di Genova restano a piedi. La società Amt ha fatto sapere che non ci sono né i mezzi, né gli autisti necessari a garantire il servizio. Una situazione che non tiene conto anche dei guasti improvvisi, scrive Roberto Sculli sul Secolo XIX, con una media di 50 bus in meno garantiti al servizio pubblico. Una situazione denunciata a Genova, ma che potrebbe accadere anche in altri comuni italiani.

Sculli scrive che nel giorno del rientro a scuola il 14 settembre i sindacati dell’Amt hanno fatto sapere che non ci saranno abbastanza autobus:

“A lanciare l’allarme sulle prospettive del servizio “pieno”, dopo quello, più magro, in vigore durante l’estate (in due fasi), ieri mattina, è stata una delegazione guidata dal direttore generale, Stefano Pesci, e dal dirigente a capo delle Manutenzioni, Giampaolo Trucco. La crisi dell’organico è in questi termini: dato un fabbisogno giornaliero di braccia, già calcolati i molti elementi in gioco, dal tasso di assenze fisiologico (per i più vari motivi), fino alle caratteristiche dei turni di lavoro, il volume di servizio previsto dalla metà di settembre è orfano di 85 uomini.

La differenza fra i 1.043 turni da coprire, su base giornalieri, e le 958 unità disponibili. Una forbice che si allargherebbe, se non si desse per scontato un massiccio ricorso al lavoro straordinario. E che è lanciata verso il collasso, se, dal 1° gennaio, come previsto in origine, iniziassero i pre-pensionamenti finanziati con il “fondino” stanziato dalla Regione Liguria. Sempre che, di pari passo, non procedano anche le assunzioni previste, che sono di 1 a 1 per quanto riguarda gli autisti. Ma che a oggi pare non si riuscirebbero a perfezionare prima di aprile-maggio”.

Il parco mezzi, continua Sculli, conta così solo 685 vetture:

“E tra mezzi “dipartiti” traumaticamente – l’ultimo è stato appena distrutto da un incendio in via Fea, alture di Marassi – bloccati per interventi programmati, guasti e rattoppi vari, c’è poco da stare allegri. Le sofferenze sono estreme in particolare sulle linee di collina, a causa della carenza di mezzi di piccole dimensioni. Là dove peraltro è più concreta la minaccia di un blackout: gli orari, in rapporto al centro, sono assai più rarefatti. E in tanti casi non esiste una linea almeno in parte gemella che può compensare il ”salto” delle corse. Il rischio è quindi doppio, perché anche trovando un modo – quale ancora non è stato stabilito – per “tirare” oltremodo l’organico, ci sarebbe il concreto rischio di avere gli autisti ma non i bus da mettere in strada.

«Quella che ci viene presentata – dice Giuseppe Gulli, segretario regionale della Uiltrasporti – è una situazione difficile ma che non si può dire imprevista. Le prime avvisaglie risalgono almeno alla primavera scorsa». A pesare, oltre alle mancanze strutturali, sono una serie di pensionamenti “naturali”, nel 2015, e una quindicina di progressioni contrattuali (con l’anzianità aumenta il numero di riposi). «E ora per rimediare si ipotizzano soluzioni fantasiose, come il ricorso ai verificatori, che invece di controllare i biglietti dovrebbero coprire turni di guida. O il congelamento totale di congedi e ferie». Comunque non basterebbe, dicono i sindacati. «Per metterci una pezza – sostiene Andrea Gatto, segretario della Faisa Cisal – è necessario accelerare le procedure per le assunzioni. Perché Servono a garantire il servizio ai cittadini». «L’ex giunta regionale – rincara Luca Lagomarsino, Ugltrasporti – ha promesso molto ma non si è adoperata a sufficienza per garantire il ricambio dei mezzi. Il sindaco, invece, è inerte».

L’azienda lavora ad alcune ipotesi di “emergenza” e si è riservata di elaborare un piano per tamponare le voragini dell’organico e per limitare la grave carenza di autobus. Ma sembra non ci sia abbastanza materiale – umano e meccanico – per scongiurare la crisi”.