Genova, Tafida Raqeeb migliora e lascia il reparto di rianimazione del Gaslini

di redazione Blitz
Pubblicato il 9 Gennaio 2020 0:54 | Ultimo aggiornamento: 9 Gennaio 2020 0:54
La conferenza stampa al Gaslini con Shelina

La conferenza stampa al Gaslini con Shelina, la madre di Tafida (Ansa)

GENOVA  – Respirare un’ora senza l’ausilio delle macchine, uscire dal reparto di rianimazione per entrare in un hospice e abbassare quindi il livello di intensità delle cure: è la prima, importante vittoria di Tafia Raqeeb, la bimba inglese di 5 anni arrivata in coma al Gaslini di Genova proveniente da Londra ove i medici del Royal London volevano staccare la spina. Dicevano che non ce l’avrebbe fatta: ma Tafida, in coma dopo un intervento al cervello colpito da un aneurisma, i suoi piccoli, straordinari passi vanti li sta facendo.

E sua madre Shelina, che ha combattuto davanti all’Alta Corte per il diritto a vivere della sua piccola, oggi ha parole forti e di diverso tenore: ci sono quelle di ringraziamento per i medici del Gaslini e quelle per i medici inglesi: “L’opinione dei medici inglesi espressa di fronte alla Alta Corte di Londra e la prognosi che era stata fatta si sono dimostrate sbagliate e la prova è la stessa Tafida”, dice oggi, con una calma olimpica contraddetta dal lieve tremare delle mani.

“Oggi è un giorno estremamente speciale per noi perche Tafida è uscita dalla rianimazione. Questo significa molto per noi e vogliamo ringraziare la squadra di medici del Gaslini per essersi presi cura di lei”. Certo, la bimba “non ha manifestato segnali che possono in maniera univoca definire uno stato di coscienza ed è per questo che abbiamo cercato di ‘comprare del tempo’ – ha detto il direttore del reparto di Rianimazione pediatrica e neonatale Andrea Moscatelli -. Ma inizia a poter stare mezz’ora o un’ora staccata dal ventilatore. Quindi inizia a poter respirare autonomamente. L’obiettivo è quello di consolidare questo risultato”.

Adesso Tafida è nel ‘Guscio dei bambini’, la struttura residenziale del Gaslini dove vengono erogate cure appropriate ai piccoli pazienti cronici e inguaribili. Qui verrà consolidata la stabilizzazione clinica di Tafida e lo svezzamento dalla ventilazione assistita. “I prossimi passi, a livello clinico – ha detto il direttore dell’Hospice, Luca Manfredi – prevedono la valutazione dell’appropriatezza dell’apporto nutrizionale e il monitoraggio dello stato neurologico, al fine di valutare le eventuali modificazioni dello stato di coscienza”.

Nessuno ne parla durante la conferenza stampa al Gaslini durante la quale si respira un’aria di speranza e di amore incondizionato di una madre per la figlia: ma il pensiero forzatamente va a Charlie Guard, Alfie Evans e Isaiah Haastrup, i bambini cui i medici inglesi hanno staccato la spina e, per contrasto a Alex Montresor, il piccolo affetto da una malattia genetica rara che si è ripreso dopo un trapianto di cellule staminali da genitore negato in Gran Bretagna e a cui è stato sottoposto invece a gennaio e con successo al Bambino Gesù di Roma. Alex ora sta bene.

Fonte: Ansa