Genova. Torre piloti, Jolly Nero la abbatté (9 morti): armatore chiede i danni alla carrozzeria

di Redazione Blitz
Pubblicato il 26 febbraio 2018 9:32 | Ultimo aggiornamento: 26 febbraio 2018 9:32
Jolly nero, l'armatore della nave che fece crollare la Torre piloti a Genova ora chiede i danni

Genova. Torre piloti, Jolly Nero la abbatté (9 morti): armatore chiede i danni alla carrozzeria

ROMA – Una decisione “di cattivo gusto” e “aberrante” quella della società Messina di costituirsi parte civile nel processo sull’inchiesta bis per la tragedia del crollo della torre piloti, il 7 maggio 2013, in cui persero la vita nove persone. Lo affermano i familiari di Giuseppe Tusa, sottocapo di marina, morto mentre si trovava a lavoro sulla torre la notte dello schianto della Jolly nero contro la struttura.

I familiari chiederanno l’esclusione della compagnia come parte civile. “La decisione di chiedere i danni – si legge in una nota – è di cattivo gusto e pare una mancanza di rispetto verso chi quel 7 maggio 2013 ha perso la vita. La Messina pensa di potersi oggi presentare con gli abiti nuovi della vittima per i graffietti riportati nell’impatto da una nave mercantile vecchia di quarant’anni e smantellata in Medio Oriente non certo a causa dei danni riportati, che la stessa Messina indica del resto in pochi spicci. Le vittime, quelle vere, non ci stanno e chiederemo l’esclusione della compagnia dal processo”.

La compagnia chiederà il risarcimento di 30 mila euro per danni riportati dal cargo e per i rischi corsi dall’equipaggio. La società, nei giorni scorsi, aveva annunciato di volere entrare nel processo sulla costruzione della torre (che vede indagati i progettisti, costruttori e i datori di lavoro) non solo per chiedere il risarcimento dei danni ma anche per recuperare quelle somme già versate a titolo di provvisionale che, in caso di condanna, dovranno essere versate da altri soggetti.