Genova trema/ Michelino Caparelli, imprenditore milanese, racconta in Procura come i politici chiedevano soldi per spianare la strada ai progetti

Pubblicato il 17 Luglio 2009 13:07 | Ultimo aggiornamento: 17 Luglio 2009 13:07

La solita canzone. L’imprenditore confessa e punta il dito: «Quei politici mi hanno chiesto 1,4 milioni di euro per spianare la strada al cambio di destinazione d’uso di un’area. Io volevo costruirci un supermercato. L’area era classificata in una zona industriale».

La bomba scoppia alla Procura di Genova con la lunga confessione di un imprenditore milanese , Michelino Caparelli, immobiliarista lombardo, titolare de “La Fontessa srl”, al sostituto procuratore Francesco Pinto e ai sottufficiali della Finanza. E ora i politici tremano.

Tutto ruota intorno alla compravendita di un appezzamento dove sorgeva un grande oleificio, il Gaslini. Per quell’affaire ci sono già degli indagati, tra  politici e  imprenditori: lo stesso Caparelli, l’imprenditore Gino Mamone, gli ex consiglieri comunali Paolo Striano (ex Margherita) e Massimo Casagrande (Ds).
A quanto rivela il Secolo XIX,  starebbe per emergere la corruzione più importante con la cifra della mazzetta e i nomi di chi se la voleva intascare.