Genova, 8mila video pedopornografici di bimbe abusate e donne seviziate: arrestato operaio

di redazione Blitz
Pubblicato il 16 novembre 2018 21:11 | Ultimo aggiornamento: 16 novembre 2018 21:11
Genova, 8mila video pedopornografici di bimbe abusate e donne seviziate: arrestato operaio

Genova, 8mila video pedopornografici di bimbe abusate e donne seviziate: arrestato operaio (Foto archivio Ansa)

GENOVA  –  Oltre ottomila file con immagini e video pedopornografici di donne torturate, bambine abusate e ogni tipo di sevizie, sono state scoperte dalla polizia postale nel computer di un operaio della Valbisagno, nelle valli di Genova. 

L’uomo, 40 anni, è stato arrestato con l’accusa di detenzione e diffusione di materiale pedopornografico. L’operaio era seguito da tempo dagli investigatori perché ritenuto un soggetto “a rischio” e perché trovato in possesso di materiale informatico illegale. Dopo vari servizi gli agenti hanno deciso di controllare l’abitazione dell’uomo ed hanno ottenuto il mandato di perquisizione. Una volta nell’appartamento la scoperta di quanto sospettavano, anche se non immaginavano di poter trovare così tanto materiale ora al vaglio degli investigatori.

I filmati erano tutti meticolosamente catalogati per età delle bambine, alcune anche infanti. Ma c’erano anche immagini di donne adulte, seviziate, sottomesse, torturate. Scene di violenza inaudita, scambiate nel dark web, nella rete internet più oscura dove menti malate intessono rapporti deviati, dove si organizzano crimini e si vendono ogni tipo di droghe e armi.

L’uomo è un soggetto pericoloso, secondo gli investigatori, un uomo che andava fermato al più presto, per evitare nuovi scambi. Nella vita dell’operaio ci sono anche altre ombre oltre a quella della pedopornografia. L’uomo in passato ha subito una condanna a quattro anni per tentata rapina e violenza sessuale ai danni di alcune donne, di cui una allora minorenne. Un violentatore seriale di escort, anche minorenni. L’operaio abbordava le prostitute sui social, poi le portava sulle alture di Genova e prima le violentava e poi cercava di rapinarle.

Gli investigatori della polizia postale sono arrivati a lui monitorando i social e il deep web, la “rete sommersa”, dove l’operaio condivideva e prendeva video e filmati di minori abusati e donne torturate e seviziate. Il lavoro degli investigatori prosegue per capire da chi vengono realizzati quei video. Ma la rete oscura ha maglie troppo fitte per riuscire a risalire all’origine delle brutalità.