Genova, vietati i leggings a scuola: nota sul registro e polemica in rete

di redazione Blitz
Pubblicato il 14 febbraio 2014 16:34 | Ultimo aggiornamento: 14 febbraio 2014 17:03
Genova, vietato indossare i leggings a scuola: dress code inadeguato

Genova, vietato indossare i leggings a scuola: dress code inadeguato

GENOVA – A scuola coi leggings e maglioncino corto proprio non si fa: non sta bene! Anzi all‘Istituto Alberghiero Marco Polo di Genova è proprio vietato. Per questo una studentessa si è beccata una bella strigliata e una nota sul registro: dress code inadeguato, ha appuntato la prof ma lei ha deciso di non farsi stravolgere il look così. Ha scritto un post su Facebook, raccontando di frequentare una scuola che le impone “assurde regole” e subito è diventata un caso nazionale: il suo sfogo ha raggiunto decine di studentesse che si sono mostrate solidali. In rete, si sa, il passaparola corre alla velocità della luce ed ecco che “la scuola dove è vietato indossare i leggings” finisce sulla bocca di tutti.

Quel lato b troppo esposto sotto il tessuto sottilissimo dei pantacollant non lascia spazio all’immaginazione e dunque è stato ritenuto inadeguato alle aule scolastiche dell’Istituto genovese, proprio come alcuni anni fa ci si scandalizzava per i jeans a vita bassa e l’ombelico scoperto. Insomma, come direbbero le fashion blogger, “leggings are not pants”: i leggings non sono pantaloni e se proprio non sapete farne a meno, è bene abbinarli con un maxipull o comunque qualcosa di lungo.

Dal canto suo, il preside della scuola, Renzo Talini, non ci sta a passare per reazionario, e minimizza così la vicenda:

“Nessun caso, nessuna vicenda eccezionale. La ragazza aveva indosso dei leggings che sembravano collant, e non li portava come fanno le ragazze adesso, cioè con un maglione lungo, ma con una maglia corta. La professoressa ha ritenuto che non fosse vestita in maniera consona alle regole dell’istituto, e le ha messo una nota. Ma non siamo dei dittatori, la nostra è una scuola normale”.

All’alberghiero poi, un maggiore decoro nell’abbigliamento è espressamente richiesto: capelli e vestiti devono essere sempre in ordine e i ragazzi, dal terzo anno in poi, devono indossare la cravatta.

“Ma non c’è niente di strano- aggiunge il preside – si tratta di regole normalissime per un istituto alberghiero: i nostri ragazzi frequentano la sala e la cucina fin dal primo anno, e dal terzo in poi fanno stage in alberghi e ristoranti. E’ giusto insegnare loro a presentarsi bene. Mi ha dato molto fastidio che su Facebook siamo diventati una scuola orribile, con chissà quali costrizioni. C’è un regolamento, che prevede un abbigliamento dignitoso: e cerchiamo di farlo rispettare, ma senza eccessi: camminando nei nostri corridoi ci si rende conto che la nostra è una scuola come tante altre”.