Germania, bimba di 3 anni muore all’asilo per violenze. Sospettata una educatrice. E non sarebbe un caso solo

di redazione Blitz
Pubblicato il 28 Maggio 2020 19:25 | Ultimo aggiornamento: 28 Maggio 2020 19:25
Germania, bimba di 3 anni muore all'asilo per violenze. Sospettata una educatrice. E non sarebbe un caso solo

Germania, bimba di 3 anni muore all’asilo per violenze. Sospettata una educatrice. E non sarebbe un caso solo (Foto archivio Ansa)

BERLINO  – Una bambina di tre anni morta in un asilo, e molti altri bambini che la morte l’hanno scampata per un soffio.

E’ un sospetto terribile quello degli inquirenti del Nord-Reno Vestfalia, in Germania: che la responsabile di tutti questi casi sia una persona sola, un’educatrice di 25 anni impiegata in un asilo nido della cittadina di Viersen.

Arrestata lo scorso 19 maggio con l’accusa di omicidio, la donna si è chiusa nel silenzio più assoluto.

Ma oggi la polizia ha rivelato che in altri asili in cui ha lavorato l’educatrice in passato ci sono stati altri casi analoghi a quello che ha portato alla morte della piccola di Viersen, che a fine aprile era stata portata d’urgenza in ospedale a causa di un improvviso arresto respiratorio.

I tentativi di rianimazione non avevano dato alcun risultato: ai medici era subito apparso chiaro che la piccola era gravissima senza che si riuscisse a dare spiegazione medica del suo stato.

E’ per questo che sono partite le indagini: anche perché mostrava segni di emorragia alle palpebre, compatibili con un atto di violenza.

Non c’è stato niente da fare. La piccola Greta è morta il 4 maggio, un giorno dopo il suo terzo compleanno.

Nella testimonianza resa alla polizia, la madre della bambina l’aveva descritta come sana e allegra.

A quel punto è stato sentito il personale dell’asilo, tra cui l’educatrice: al momento dell’arresto respiratorio era sola con la bambina, e anzi ha sostenuto di aver controllato ogni quarto d’ora il respiro della piccola, ponendo una mano sul suo petto.

Alle 14:45 Greta non respirava più. Quando sono sopraggiunti gli altri educatori l’hanno trovata sempre più pallida.

Il primo tentativo di rianimazione sarebbe stato effettuato dalla stessa educatrice ora dietro le sbarre.

Il fatto è che nel corso delle indagini sono emersi altri casi simili nelle strutture in cui era stata precedentemente impiegata la giovane, il primo dei quali addirittura nel 2017.

Per esempio un caso simile in un asilo nella vicina Toenisvorst nei confronti di una bambina di appena due anni.

In quel caso è stata la stessa educatrice a chiamare per tempo i soccorsi.

Poi c’è il sospetto di cinque casi di violenza nei confronti di un bambino a Krefeld, e altre quattro situazioni sospette a Kempen.

Ma finora non c’erano state denunce, anche se spesso la ragazza era stata notata per comportamenti strani e una certa mancanza di empatia nei confronti dei bambini.

Solo una volta la donna era finita davanti alla giustizia per essersi inventata un’aggressione: si era inferta una lieve ferita con un coltello per sostenere poi di essere stata vittima di un assalto in un bosco.

In quel caso la cosa si era chiusa solo con il consiglio di ricorrere urgentemente al consiglio di uno psicologo.

Altro dettaglio: pochi giorni prima dell’episodio di Viersen, la ragazza aveva annunciato le proprie dimissioni. (Fonte: Agi)