Scartato al concorso, ma aveva ragione: la sentenza dopo 19 anni

Pubblicato il 31 Marzo 2012 10:34 | Ultimo aggiornamento: 31 Marzo 2012 10:34

ROMA – Quel concorso doveva vincerlo lui perché ne aveva tutti i requisiti. Ma il professor Germano Grassivaro ha dovuto aspettare 19 anni per avere giustizia, giustizia che comunque non inciderà sulla sua carriera perché nel frattempo è andato in pensione. La storia la racconta il Corriere della Sera: Il 4 giugno di quell’anno (il 1993, ndr) il professor Germano Grassivaro, già docente all’università di Venezia e di Padova, già impegnato nel rilancio della facoltà di Economia a Mogadiscio e in varie missioni culturali all’estero in particolare in Argentina, inoltra un ricorso straordinario al capo dello Stato. Si ritiene vittima di un’ingiustizia. Aspirava a diventare addetto scientifico all’ambasciata di Buenos Aires e alla prova di selezione, affrontata nell’ottobre 1992, è stato scartato nonostante il giudizio: «L’apposita Commissione ha apprezzato la sua eccellente preparazione. Tuttavia i requisiti richiesti hanno indotto la Commissione a designare un altro candidato». Tesi respinta dal nostro: secondo lui era invece il vincitore «a non essere in possesso dei requisiti richiesti».

Grassivaro fa ricorso, ma l’iter burocratico va aldilà di ogni previsione: 19 anni anni per avere la sentenza definitiva e come beffa finale la certificazione che aveva ragione lui. Ora l’instancabile professore ha fatto ricorso al Tar per vedersi riconosciuti i danni morali: se la sentenza fosse arrivata prima la sua vita di sicuro avrebbe preso una piega diversa.