Cronaca Italia

Germano Sparagnini, veggente che “sente” morti e persone scomparse

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Germano Sparagnini (Foto Facebook)

PESARO – Germano Sparagnini, cinquantaseienne di Sant’Angelo in Vado, nel pesarese, è convinto di avere un dono: “sentire” i morti e le persone scomparse.

Si definisce prima contadino che veggente, eppure le sue visioni sono state significative nel ritrovamento del corpo di Ennio Raponi, scomparso ad Ancona e trovato morto dietro una chiesa lo scorso settembre. “(…) E’ come se sapessi un’altra lingua sconosciuta. Leggo, insomma, dove altri non vedono scritto nulla“, spiega Sparagnini al Resto del Carlino.

Il medium marchigiano ha partecipato anche alle indagini nei casi di Elena Ceste, Guerrina Piscaglia e Yara Gambirasio (“In quest’ultimo vidi una doppia croce. Lei non fu trovata, ma venne rinvenuto un altro corpo”, dice il medium, specificando: “Ho sbagliato di un giorno il suo ritrovamento”).

Il suo contributo nelle indagini è sempre gratuito: “Mi sento chiamato e devo partecipare, altrimenti non sono a posto con me stesso” afferma Sparagnini, che si dichiara “molto devoto alla beata Margherita della Metola“.

“A volte parlo con i carabinieri di Arezzo o il maresciallo di Sant’Angelo in Vado e gli dico che vorrei seguire quel determinato caso – specifica il medium – Gli chiedo quindi se possono fare da intermediari per me e sapere se mi si può accettare e, senza disturbare, farmi partecipare alle ricerche”.

Le ricerche di Germano Sparagnini iniziano quando vede foto di dispersi, o a “Chi l’ha visto?” o sui gionali. “Se avverto delle sensazioni, dei flash, ho bisogno poi di spostarmi e andare sul posto per leggerle più nitidamente”. Quando il medium arriva nei luoghi in cui si cercano le persone scomparse si appella al divino:

“Mi è stato insegnato che quando si perde qualcosa o qualcuno, bisogna dire il Padre Nostro doppio: Padre Padre, che che, sei sei… E io lo recito”.

Per quel che riguarda Yara Gambirasio:

“Era la vigilia del Natale 2010. Se non avessi chiamato i carabinieri dicendo quello che ‘leggevo’ di lei, tramite le visioni… il giorno dopo mi sarei vergognato ad entrare in chiesa. Alle 14 ho fatto il 112, alle 16 mi ha chiamato il maresciallo e alle 18 sono andato in caserma e ho firmato un verbale inviato via fax a Castel San Pietro, vicino a Brembate. Però ho aspettato troppo per andare là. Sono arrivato il 10 di febbraio (il corpo è stato ritrovato il 26 febbraio, ndr) e vedevo che Yara era supina in un campo ma non mi ero sentito di fare quell’esperienza lì (…)”.

L’apporto più significativo rimane però quello al caso di Ennio Raponi. Sparagnini ha partecipato alle indagini e preannunciato che il corpo senza vita dell’uomo sarebbe stato ritrovato vicino a un muretto, come effettivamente è stato (sebbene non è possibile escludere che sia stata solo una coincidenza):

“Per il caso di Ancona, dopo aver visto la foto dell’anziano in tv, ho sentito immediatamente che l’uomo era vicino casa e forse, per qualche minuto, è rimasto intrappolato. Una volta arrivato, ho letto meglio quell’immagine ‘vedendo’ un muretto che faceva anche da contenimento. Dietro il quale l’anziano è stato poi trovato“.

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