Gessica Lattuca e Giusy Pepi, scomparse legate? I punti in comune tra i due casi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 7 novembre 2018 19:44 | Ultimo aggiornamento: 7 novembre 2018 19:44
Gessica Lattuca Giusy Pepi

Gessica Lattuca e Giusy Pepi, scomparse legate? I punti in comune tra i due casi

ROMA – Una serie di analogie sembrano accomunare le scomparse di Gessica Lattuca e Giusy Pepi, che si sono verificate in Sicilia il 12 agosto ed il 15 ottobre scorso, ed entrambe ancora irrisolte. Nessun avvistamento e nessuna telefonata delle scomparse ai familiari per rassicurarli circa la loro sorte e non ci sono stati nemmeno i classici  avvistamenti da parte di persone che chiamano la polizia per segnalare la presenza delle scomparse in qualche località.

Gessica, di Favara (Agrigento), e Giuseppina detta Giusy, di Vittoria in provincia di Ragusa, sono accomunate però dagli stessi identici problemi. Tossicodipendenza, prostituzione occasionale per procurarsi la droga, quattro figli una e cinque l’ altra.

Qualcuno ha iniziato ad ipotizzare che le due scomparse siano in qualche modo legate tra loro. Forse un maniaco seriale le ha sequestrate e poi uccise ed ha fatto sparire i loro corpi dopo averle fatte salire con l’ inganno su un’auto o su un furgone senza che nessuno vedesse la scena.

Gli inquirenti, coordinati dalle procure di Agrigento e Ragusa, non confermano ancora questa ipotesi, ma ormai da troppo tempo non si hanno più notizie sulle due donne.

A Favara i carabinieri avevano iscritto nel registro degli indagati l’ ex fidanzato, Filippo Russotto, e padre di tre dei quattro figli di Gessica Lattuca. Il reparto investigazioni scientifiche dopo gli esami del Dna di Russotto con il sangue trovato nel suo bagno ha escluso la responsabilità perché quelle tracce ematiche appartenevano al fratello di Gessica che si era ferito accidentalmente. A nulla è valso nemmeno l’appello del padre della ragazza, detenuto in un carcere del nord Italia a farsi viva. Pochi giorni dopo la sua scomparsa sono state organizzate dal comune di Favara e dalle forze dell’ ordine molte battute di ricerca nei pozzi e nelle gallerie delle miniere di zolfo nella zona Ciavolotta, con cani molecolari, elicotteri e speleologi.

Un giallista avrebbe già intravisto la mano di un serial killer a caccia di ragazze afflitte da gravi problemi di disagio perché tossicodipendenti e prostitute. Una sorta di purificatore che le attira con l’ inganno dopo aver studiato a lungo le loro abitudini ed i loro orari di maggiore vulnerabilità.